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La Confederazione del calcio africano (Caf) ha deciso mercoledì che la finale della Champions League tra Esperance Tunis (Tunisia) e Wydad Casablanca (Marocco) sarà rigiocata su un terreno neutro, dopo la Coppa d’Africa delle Nazioni (CAN 2019). La partita di ritorno, il 31 maggio, era stata interrotta e i marocchini avevano abbandonato il campo, rifiutando di riprendere a giocare.

L’incontro si svolgerà su un terreno neutrale dopo la CAN (che si giocherà in Egitto dal 21 giugno al 19 luglio), “in una data da programmare”, ha detto un portavoce del Caf, leggendo una dichiarazione accolta con gioia dai giornalisti marocchini e con rabbia dai media tunisini. L’Esperance dovrà infatti restituire le medaglie e il trofeo ottenuti. E’ probabile che il club tunisino ricorra in appello contro questa decisione davanti alla Fifa o alla Corte arbitrale dello sport (Cas).

“Le condizioni di gioco e sicurezza non sono state soddisfatte durante la gara di ritorno – ha proseguito il portavoce -, […] impedendo che la partita finisse. Di conseguenza, la partita di ritorno dovrà essere ripetuta su un terreno esterno al territorio tunisino. Il punteggio della gara di andata (1-1) verrà comunque mantenuto”.

Il 31 maggio a Rades, la tappa di ritorno della CAF Champions League 2019 è finita nel caos. L’Esperance Tunis, il club locale, è stato dichiarato vincitore per 1-0 e campione africano, dopo 60 minuti di gioco e 90 minuti di interruzione. Al 60esimo minuto, l’arbitro gambiano Bakary Gassama aveva annullato il gol del pareggio marocchino per un presunto fuorigioco. A quel punto i giocatori del Wydad Casablanca si sono rifiutati di continuare a giocare, protestando contro il mancato utilizzo dell’arbitrato video (VAR), la cui attrezzatura era fuori uso. 

La gara di andata, il 24 maggio, era già stata segnata da controversie sull’arbitrato, tanto che l’arbitro Gehad Grisha è stato sospeso per sei mesi a causa della sua “debole prestazione”. (Jeuneafrique)