La nigeriana Ngozi Okonjo-Iweala – venuto meno il veto dell’amministrazione Trump di inizio novembre 2020, dopo l’arrivo alla Casa Bianca di Joe Biden – è la nuova direttrice generale dell’Organizzazione mondiale del commercio (Omc). Dalla sua creazione, 25 anni or sono, l’Omc è stata diretta da tre europei, da un thailandese, da un neozelandese e da un brasiliano. Ora la scelta è caduta, per ragioni di competenza e di curriculum, su una donna africana. Entrerà in carica il 1° marzo e il suo mandato, rinnovabile, scadrà il 31 agosto 2025.

La sua figura preannuncia una svolta nelle politiche dell’organizzazione. «Ciò di cui l’Omc ha bisogno è qualcuno che abbia la capacità di guidare le riforme, che conosca il commercio e che non voglia vedere il business nel solito modo. E questo qualcuno sono io», ha detto all’annuncio della sua nomina.

Non a caso la sua prima dichiarazione è stata rivolta contro il protezionismo e il «nazionalismo dei vaccini», accentuato dalla crisi causata dalla pandemia: «Una priorità assoluta per me sarà assicurarmi che prima dell’importantissima conferenza ministeriale (il 28 giugno, ndr) arriviamo a soluzioni su come l’Omc può rendere i vaccini, le terapie e la diagnostica accessibili in modo equo e conveniente a tutti i paesi, in particolare ai paesi poveri». Dichiarazione quasi d’obbligo vista la sua posizione di ex presidente (mandato terminato il 31 dicembre 2020) di Gavi-Covax, l’alleanza internazionale per lo sviluppo dei vaccini per i paesi del sud del mondo.

Una visione, ha aggiunto in un’intervista rilasciata all’agenzia Reuters, in sintonia con la nuova amministrazione americana. «Penso che i nostri interessi e le nostre priorità siano allineati. Vogliamo riportare l’Omc al suo scopo», ha detto. «Si tratta di persone. Si tratta di inclusività. Si tratta di un lavoro dignitoso per la gente comune». E si capisce dunque anche perché l’allora presidente Trump si sia opposto con tale fermezza alla sua nomina.

Qui una sua breve dichiarazione sulla sua nomina, rilasciata a The Guardian:

Ma chi è Ngozi Okonjo-Iweala? Ecco un rapido ritratto professionale della nuova direttrice.

Ngozi Okonjo-Iweala è nata il 13 giugno 1954 a Ogawashi-Ukwu nell’area di estrazione petrolifera del Delta del Niger, nel sud della Nigeria. Ha cominciato il suoi studi nel villaggio natale fino ad arrivare alle lauree in economia, ottenute nelle Università Usa di Harvard e del Massachussets Institute of Technology (Mit).

Il suo percorso lavorativo inizia a 28 anni, nel 1982, anno in cui ottiene un impiego alla Banca mondiale (Bm). È incaricata di seguire i progetti finanziati della Bm in Nigeria. Il suo lavoro è talmente apprezzato che fa una rapida carriera nell’istituzione internazionale, fino a diventare la segretaria del consiglio di amministrazione su richiesta di James Wolfensohn che è stato presidente della banca del 1995 al 2005.

Nel 2003, l’allora presidente nigeriano Olusegun Obasanjo la sceglie quale ministro delle finanze. Una delle sue battaglie è quella della lotta alla corruzione, soprattutto nella pubblica amministrazione. In questo contesto, privatizza numerose aziende pubbliche. Inoltre, per ridurre il rischio di appropriazione indebita di denaro pubblico, fa pubblicare le entrate statali derivanti dall’industria petrolifera e anche le somme versate dallo stato alle comunità locali.

Da ministro ottiene anche la cancellazione di circa 18 miliardi di dollari di debito del suo paese, porta il tasso d’inflazione dal 23% all’11% e triplica il prodotto interno lordo. Nel 2006, prima della sua uscita dal governo, riesce a ottenere la prima nota di affidabilità del credito sovrano della Nigeria da parte delle agenzie Fitch e Standard & Poor’s. Ciò ha consentito di attrarre maggiori investimenti internazionali.

Nel 2007, il presidente della Banca mondiale, Robert Zoellick, la chiama ad essere direttrice generale, cioè la numero due dell’istituzione e prima donna africana a ricoprire l’incarico.

Nel 2011, il presidente nigeriano Goodluck Jonathan le affida il ministero delle finanze. Con il sostegno di Bm e Fondo monetario internazionale, Okonjo-Iweala crea una piattaforma elettronica di gestione finanziaria che le consente, in tre anni, di eliminare 62.893 funzionari fittizi e di risparmiare 1,25 miliardi di dollari.

L’anno seguente, la ministra riduce della metà le sovvenzioni sul carburante, che costano allo stato 8 miliardi di dollari l’anno, e che vengono in buona parte dirottati per altri scopi. E ancora: in virtù di una revisione del calcolo del suo prodotto interno lordo, la Nigeria diventa la prima economia d’Africa.

Nel contempo, Ngozi Okonjo-Iweala siede nel consiglio di amministrazione della Commissione mondiale sull’economia e il clima, e nel cda di Twitter.

In questo video il suo intervento al TED del settembre 2016 su “come l’Africa può rialzarsi”

 

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