CAFFE' AMARO – DOSSIER GENNAIO 2019

Bonga è una delle capitali del caffè etiopico. A ogni angolo di strada ci si imbatte in uno dei buna bet, le microscopiche caffetterie. E in centro c’è perfino un monumento dedicato al grano. Un prodotto che potrebbe arricchire la popolazione locale, che vive ancora, invece, in condizioni precarie.

Bonga è una città dall’animo laborioso. Polverosa e distesa sul dorso di un altopiano – nella regione delle Nazioni, Nazionalità e Popoli del Sud – il suo centro è animato da qualcosa di febbrile. Incontri, commerci, piccole botteghe, lo sciame dei bajaji, i taxi a tre ruote azzurri.

Sebbene piccola, semplice e dal profilo rurale, Bonga ha qualcosa che la anima nel profondo. Basta poco per capire di cosa si tratti: è il caffè. A Bonga, il caffè, anzi il buna, come lo chiamano in lingua amarica, è ovunque. È una presenza trasversale che arriva a penetrare negli strati più profondi del tessuto cittadino. A ogni angolo di strada ci si imbatte in uno dei buna bet, le microscopiche caffetterie gestite da donne, dove fino al tardo pomeriggio non smettono di sobbollire caffettiere di terracotta. È nei mercati, nei negozi, caricato in sacchi sui camion che passano per strada.

Presso il centro della città s’incontra anche un monumento a un chicco di buna: sta nel cortile del museo del caffè (ancora non funzionante) a celebrare quella che per gli abitanti di tutta la città e delle sue aree rurali è anche un segno di speranza, di possibilità di ricchezza.

Il Kafa è una delle aree più ricche di caffè dell’Etiopia, che ne è la maggiore produttrice di tutta l’Africa. L’economia locale, fondata sulla micro-agricoltura, qui vive soprattutto di buna. Anche il nome della regione, Kafa, è legato a quello del caffè. Fin dalla notte dei tempi le piante di Coffea arabica crescono spontaneamente nei suoi sottoboschi. È da qui che furono prese e trapiantate nella penisola arabica dove, raccontano le cronache, in Yemen, dal 12° secolo, iniziarono a essere regolarmente coltivate per poi espandersi in tutto il mondo, attraverso la civiltà araba.

La Cooperativa dei piccoli produttori

Per capire l’economia locale del caffè, è molto indicato un luogo come la Kafa Forest Coffee Farmers’ Cooperative Union. Fondata nel 2004 su impulso del governo, la Unione è cresciuta di anno in anno. Oggi è formata da 42 cooperative sparse nei dieci distretti attorno alla città di Bonga, ed è punto di riferimento per 14 mila piccoli e piccolissimi agricoltori dell’area, per piccoli produttori con appezzamenti di terreno da un ettaro, come per uomini e donne che raccolgono le bacche dagli alberi selvatici, di cui il sottobosco della foresta è ricco.
Sul piazzale della Kafa Forest Coffee Farmers’ Cooperative Union il lavoro delle donne è… 

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Operai e operaie al lavoro nella Kafa Forest Coffee Farmers Cooperative Union (clicca per ingrandire)