Traffico di esseri umani

Secondo i dati raccolti da una ricerca del Mixed Migration Centre (MMC) il 15% dei migranti sulle rotte del Corno d’Africa corre il rischio di essere rapito dai trafficanti di esseri umani allo scopo di chiedere un riscatto alle famiglie. Una pratica in aumento già dal 2017. 

La ricerca, basata su oltre 11.000 interviste, fornisce dati quantitativi e qualitativi che convalidano i racconti, fino ad ora estemporanei e individuali, che già da anni mettevano in luce in grave fenomeno.

Bram Frouws, capo del MMC, afferma che la progressiva chiusura delle frontiere rende meno redditizio il semplice passaggio illegale di persone, spingendo i trafficanti di esseri umani sulla via del sequestro, molto più lucroso. Alla famiglia di ogni migrante rapito viene chiesto un riscatto di almeno 2.000 dollari. Spesso il sollecito al pagamento avviene durante telefonate in cui il familiare rapito viene torturato.

Bram Frouws aggiunge che spesso il traffico avviene con la tacita connivenza delle autorità dei paesi posti sulle rotte migratorie. Osserva anche che la percentuale di migranti trafficati dipende dalla nazionalità. Secondo la ricerca, i più a rischio sarebbero gli etiopici, con una percentuale di rapiti del 20%. I meno soggetti sarebbero i sudanesi, con il 4% di rapiti. Secondo Bram Frouws, questo potrebbe dipendere dal fatto che la maggior parte delle reti di trafficanti è basata in Sudan, dunque per i sudanesi sarebbe più facile riconoscerle ed evitarle.

La seconda rotta migratoria più a rischio di rapimento e traffico è quella che porta dall’Afghanistan all’Europa.

La ricerca riguarda il periodo maggio 2017 – settembre 2018 ed è stata condotta in 20 paesi. Su 11.150 persone intervistate, 615 hanno dichiarato di essere state rapite almeno una volta. I dati non sono ancora significativi, dal momento che non è possibile, per ora, appurare il numero totale dei migranti in cammino in quel periodo. (The Guardian)