AFRICHE IN CORSO – DOSSIER GENNAIO 2020

Sono in agenda passaggi politici e appuntamenti elettorali che potranno far emergere nuovi equilibri e maggiore stabilità. Sotto osservazione Sud Sudan e Somalia.

Sudan e Sud Sudan saranno ancora al centro dell’attenzione.

Il governo di transizione di Khartoum, in carica dal luglio scorso, primo ministro Abdalla Hamdok, dovrà affrontare spinosi problemi, quali le inevitabili resistenze allo smantellamento del regime presidente Omar El-Bashir, deposto nell’aprile 2019, la crisi economica e la pacificazione del paese.

E ci sono altri due ostacoli di non facile gestione. Innanzitutto, l’impazienza della società civile, che non fa mancare pressioni e frequenti dimostrazioni di piazza soprattutto per le difficili condizioni economiche lasciate in eredità dallo scorso governo e per chiedere giustizia per le vittime dei lunghi mesi di proteste che lo scorso anno hanno portato al nuovo corso.

Poi ci sono i militari che per tutto l’anno avranno la presidenza del Consiglio sovrano, l’organo che garantisce la transizione che è previsto duri tre anni, fino al 2022. Difficile pensare che i militari si lasceranno mettere sotto accusa, ma la loro impunità potrebbe minare la credibilità del governo. Perciò il Sudan ha bisogno di un forte sostegno politico ed economico per consolidarsi.

La regione ha fatto la sua parte eleggendo, per la prima volta nella sua storia, presidente dell’Igad (Autorità intergovernativa per lo sviluppo che comprende Etiopia, Kenya, Gibuti, Somalia, Sudan, Uganda) un sudanese, e la scelta è caduta su Abdalla Hamdok. Sul piano economico si sono mossi Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita con consistenti finanziamenti, non troppo velatamente intesi a rafforzare la componente militare delle nuove istituzioni.

L’Unione europea ha stanziato, per ora, solo aiuti umanitari. Non sembra imminente la revoca delle sanzioni degli Stati Uniti, per i quali il Sudan è nella lista degli stati che sostengono il terrorismo.

Per il Sud Sudan sarà un anno…

Nella foto: manifestazione a Khartoum (Sudan) il 1° agosto per protestare contro le forze di sicurezza che hanno ucciso 4 studenti ad El Obeid