Le ombre del sistema Italia in Etiopia
Un reportage giornalistico pubblicato in un libercolo di 47 pagine denuncia la crescente repressione di Addis Abeba contro ogni forma di dissenso, analizzando il ruolo e gli interessi della cooperazione Italiana in questo contesto. Come la faraonica costruzione delle dighe sul fiume Omo, affidata alla Salini Impregilo. In audio Luca Manes, co-autore del reportage.

Opere dal devastante impatto ambientale e a danno della sopravvivenza delle popolazioni locali, sottrazioni di terreni senza risarcimento a chi ci vive e lavora, repressioni e terrore. E’ la politica di sviluppo del governo etiope.
I programmi di sviluppo nel paese, vedono impegnata anche l’italiana Salini Impregilo, azienda che in Etiopia ha già costruito tre dighe per la produzione di energia idroelettrica e si appresta ora a realizzarne una quarta. Gli ultimi aggiornamenti di un piano energetico e agro-industriale, che di sostenibile sembra avere ben poco, sono contenuti nel rapporto dell’organizzazione Re:Common, dal titolo “Cosa c’è da nascondere nella Valle dell’Omo – le mille ombre del sistema Italia in Etiopia”. Il libro è stato presentato il 10 gennaio scorso, nell’ambito della serie di appuntamenti “I Martedì del Mondo” dei missionari Comboniani di Verona.
Luca Delponte ha sentito Luca Manes di Re:Common, co-autore del reportage assieme a Giulia Franchi.

“Che cosa c’è da nascondere nella Valle dell’Omo” è disponibile sul sito dell’associazione al seguente link: http://www.recommon.org/che-cosa-ce-da-nascondere-nella-valle-dellomo/