Economia digitale: un mercato in espansione, anche in Africa - Nigrizia
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Una ricerca britannica esplora i progressi compiuti dall'e-commerce nel continente
Economia digitale: un mercato in espansione, anche in Africa
Con la sua giovane popolazione, il continente africano ha forti potenzialità per la crescita del settore, nonostante permangano criticità e ostacoli da superare. A trainare il boom dell’e-commerce in Africa sono Nigeria, Egitto, Kenya e Sudafrica
11 Marzo 2022
Articolo di Antonella Sinopoli (dal Ghana)
Tempo di lettura 5 minuti

Da anni ormai l’economia digitale ha praticamente rivoluzionato il modo di fare affari e commercio a vari livelli, quello da miliardi di euro e quello di medie e piccole imprese. L’Africa non rappresenta un’eccezione. Anzi, negli ultimi tempi ha dimostrato una grande capacità nell’uso della tecnologia digitale.

L’e-commerce ha stimolato l’innovazione e ha creato le infrastrutture su cui sono state costruite nuove industrie. Poi è arrivata la pandemia che di fatto ha accelerato questa trasformazione. Secondo gli analisti le vendite online saliranno dai 3,3 trilioni di dollari nel 2019 a 6,2 trilioni nel 2023 e a 7,4 trilioni entro il 2025. E si stima che quest’ultimo totale rappresenterà il 24,5% di tutte le vendite al dettaglio.

La quota attribuita all’Africa è di 180 miliardi di dollari, una cifra minima rispetto a quei grandi numeri, eppure ci sono tutte le premesse per un miglioramento costante delle prestazioni economiche in questo campo.

Gran parte di questa crescita avverrà infatti nei mercati in via di sviluppo dove giovani cittadini e cittadine esperti di tecnologia hanno trovato il modo di utilizzare la loro formazione per creare attività economiche di successo. Oltretutto il miglioramento della connessione Internet va di pari passo con l’incremento di tali attività.

A guidare il boom dell’e-commerce in Africa sono quattro paesi: Nigeria, Egitto, Kenya e Sudafrica. Un’analisi di questo sviluppo, delle attività che vi sono connesse ma anche delle criticità e ostacoli da superare è contenuta nello studio “Towards a flourishing digital economy for all: a spotlight on Africa” (Verso una fiorente economia digitale per tutti: un riflettore sull’Africa) realizzato dal Dipartimento degli affari internazionali del Regno Unito, in collaborazione con la Gsm Association.

Una ricerca che esplora i progressi compiuti dall’economia digitale mobile nel continente africano. Certo, non sono poche le sfide. Tra queste ancora troppi potenziali clienti privi di un conto bancario, addirittura di un indirizzo e-mail, la mancanza di credenziali di identità affidabili e problemi nella consegna dei prodotti a causa della mancanza di indirizzi precisi o di strade impraticabili.

Si stima che il 29% degli adulti nell’Africa subsahariana non abbia modo di essere identificata con un documento ufficiale. Ecco perché gli sforzi di molti paesi, che stanno sperimentando programmi di identificazione digitale nonostante l’assenza di conti bancari e persino di indirizzi postali, sono accolti con grande interesse da chi sta provando (o lo ha già fatto) a investire nel commercio elettronico.

E poi c’è il problema più grande, quello della connettività. Solo il 58% della popolazione africana è coperta dal 4G (del 5G per il momento non se ne parla) e in alcune zone rurali l’utilizzo di Internet è inferiore al 26%. Non dimentichiamo che ancora circa 700 milioni di persone in Africa non usano Internet.

E c’è poi quel grosso gap economico che divide chi può consentirsi di essere connesso alla Rete e chi no. In 37 paesi africani, più del 50% della popolazione non può permettersi neanche 1 Gb di dati al mese e solo il 31% di tutte le aziende africane ha un sito web. Ulteriore sfida è la mancanza di accesso a un’elettricità affidabile, troppo frequenti i blackout. È calcolato che ancora oltre 600 milioni di persone – più della metà della popolazione subsahariana – non abbia accesso all’elettricità.  

In ogni caso il dato che caratterizza più di tutto l’e-commerce africano è l’utilizzo degli smartphone. Più che laptop e computer fissi, gli africani utilizzano il mobile per qualsiasi attività, anche quelle commerciali o che riguardano gli acquisti, appunto. Internet per la maggior parte degli africani fa rima con mobile.

Tanto per fare un esempio Jumia, uno dei principali siti africani di vendite online e che conta 7,3 milioni di clienti attivi in ​​tutto il continente, afferma che il 75% dei suoi clienti utilizza gli smartphone per fare acquisti sulla sua piattaforma. Ma cosa comprano gli africani quando lo fanno attraverso la Rete?

Secondo lo studio al primo posto ci sono prodotti fashion, poi quelli di bellezza, per la casa e anche “food delivery”, prodotti alimentari. Il 51% degli ordini arrivano dalle grandi città e dalle capitali, il 27% da città meno popolose e solo il 22% da aree rurali. Il valore delle cose acquistate si aggira nella media dei 30 dollari, mentre tra le dieci città i cui cittadini utilizzano di più le piattaforme online per i loro acquisti ci sono Lagos, Il Cairo, Nairobi, Casablanca, Abidjan. Seguite da Giza, Abuja, Accra, Kampala, Rabat.

Ma ci sono altri dati interessanti che fanno valutare quello africano come un continente di forti potenzialità per la crescita del settore. L’Africa al momento conta 480 milioni di account mobili (vale a dire quelli sullo smartphone), un dato maggiore di quello di tutte le altre regioni in via di sviluppo messe insieme. Più di 500 aziende forniscono servizi fintech (l’utilizzo di strumenti digitali applicati in ambito finanziario), servizi valutati complessivamente in un miliardo di dollari.

Infine, sono oltre 640 gli hub tecnologici attivi in tutto il continente. Mentre cresce il numero di persone che hanno sottoscritto un abbonamento mobile: entro il 2025 si prevede che il numero salirà a 615 milioni. E poi, dato da non sottovalutare, l’Africa è il continente più giovane al mondo con il 41% della popolazione sotto i 15 anni. E questo si traduce in ampi margini di sviluppo di una classe imprenditoriale che cercherà soluzioni digitali ai problemi del continente.

Cosa che tra l’altro sta avvenendo da tempo, e lo hanno dimostrato – ad esempio – quei giovani talenti che hanno creato applicazioni utili e che si sono diffuse non solo nel loro paese ma che sono state replicate altrove. Pensiamo solo a M-Pesa, servizio di trasferimento di denaro tramite mobile, fondato nel 2007 in Kenya e che oggi conta oltre 30 milioni di utilizzatori nel paese.

È tutta rivolta al futuro, insomma, la crescita del mercato digitale in Africa. Una vera e propria rivoluzione del modo di fare commercio.

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