L’intervento del ministro degli esteri
Il capo della diplomazia egiziana, da Khartoum, ha espresso la posizione contraria del Cairo nei confronti di un’eventuale secessione del Sud Sudan. L’Egitto teme che un Sud indipendente possa minare i diritti post-coloniali acquisiti sulle acque del Nilo.

Il ministro degli esteri egiziano Ahmed Aboul Gheit ha dichiarato ieri che l’Egitto «sostiene l’unità del Sudan come parte dell’Africa e come membro dell’Unione Africana». «Faremo tutto quanto in nostro potere per preservare l’unità del Sudan» ha detto Gheit dopo un incontro, a Khartoum, con il presidente sudanese Omar Hassan El-Bashir.

Tra le crescenti preoccupazioni dei paesi vicini, si avvicina, sempre più concreta, la data del referendum per l’autodeterminazione del Sud Sudan, previsto nel 2011. Un referendum che ha già suscitato le apprensioni del vicino Ciad, che giudica l’eventuale indipendenza del Sud un “pericoloso precedente” per tutta l’Africa.

I timori del Cairo si sono, invece, concentrati sulle eventuali conseguenze che questo evento potrà avere sui futuri equilibri e sulla ripartizione delle acque del Nilo tra i paesi rivieraschi.

Una vittoria del “si” al referendum secessionista potrebbe infatti aprire un contenzioso sulla distribuzione delle “quote acqua”. Quote che risultano nettamente in favore dell’Egitto, ma contestate duramente da sette paesi del bacino del Nilo.

Le acque del fiume sono attualmente suddivise tra Sudan ed Egitto in base a due accordi stipulati nel 1929 e nel 1959 tra Il Cairo e Khartoum. Accordi che prevedono l’assegnazione di 55,5 miliardi di metri cubi d’acqua all’anno per Egitto e 18,5 miliardi per il Sudan. I due paesi si spartiscono in tutto l’87% del flusso del fiume.

Il 14 maggio è prevista, a Kampala, in Uganda, una riunione dei paesi dissidenti, per rivedere l’accordo sulla spartizione delle acque. Una discussione che procederà, avvertono i 7 paesi, con o senza la partecipazione dell’Egitto.

Un Sud Sudan indipendente, potrebbe dunque, secondo l’International Crisis Group, incentivare la revisione degli accordi.