Kenya Mali Tanzania Tunisia
Alcuni interventi per favorire l’uscita dalla crisi e rilanciare lo sviluppo
Fmi e Bm: prestiti a Tunisia, Mali, Kenya e Tanzania
20 Luglio 2022
Articolo di Redazione
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Le istituzioni finanziare internazionali – Banca mondiale (Bm) e Fondo monetario internazionale (Fmi) – stanno intervenendo in quattro paesi africani per sostenerne il bilancio e per agevolare l’uscita dalla crisi determinata da complicate situazioni socio-politiche e dalla difficile congiuntura indotta dalla pandemia e dalla guerra in Ucraìna.

Vediamo da nord a sud. In Tunisia, paese in crisi politica ed economica, che il 25 luglio si appresta a votare una nuova Costituzione, l’Fmi ha aperto un negoziato con il governo, dopo che ha valutato che le riforme economiche hanno avuto un «progresso soddisfacente». Si ipotizza che la Tunisia possa ricevere prestiti per due miliardi di euro.

E veniamo al Mali. Dopo che all’inizio di luglio la comunità economica dell’Africa occidentale ha tolto le sanzioni economiche nei confronti del regime militare che, in virtù di due colpi di stato, governa dall’agosto 2020, ora anche la Banca mondiale ha ripreso le sue attività finanziarie che erano sospese dal maggio 2021. Significa che il paese del Sahel, che andrà al voto nel febbraio-marzo 2024, può rilanciare progetti e programmi di sviluppo.

Per quanto riguarda il Kenya, che il 9 agosto è chiamato a eleggere il nuovo presidente, il comitato esecutivo del Fondo monetario internazionale, nell’ambito degli accordi Extended Credit Facility (Ecf) e Extended Fund Facility (Eff), ha deciso di consentire un esborso immediato di 179,13 milioni di Diritti speciali di prelievo (Dsp: circa 235,6 milioni di dollari Usa), utilizzabili per il supporto al bilancio.

Il che porta gli esborsi totali del Kenya per il sostegno al bilancio a circa 1.208,2 milioni di dollari. L’organismo internazionale ha affermato che questa misura servirà al Kenya «per affrontare le vulnerabilità del debito, migliorare la governance e sostenere riforme economiche più ampie».

Da segnalare che a fine gennaio, secondo dati diffusi dalla banca centrale, il debito pubblico kenyano ammontava a 66,1 miliardi di dollari ed era cresciuto di 11,8 miliardi rispetto all’anno precedente.

Approvato dal consiglio dell’Fmi anche un accordo Ecf da 795,58 milioni di Dsp (circa 1.046,4 milioni di dollari Usa) per la Tanzania, con circa 151,7 milioni di dollari da erogare immediatamente. Secondo l’Fmi il pacchetto di finanziamento di 40 mesi dovrebbe aiutare la Tanzania a preservare la stabilità macroeconomica e a sostenere le riforme strutturali.

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