Il presidente Alpha Condé (credito; France 24)

Questa mattina alle 11 nella capitale Conakry gli ufficiali delle forze speciali – che ieri pomeriggio hanno catturato il presidente della Guinea, Alpha Condé, annunciato la dissoluzione delle istituzioni e instaurato il coprifuoco su tutto il paese – hanno convocato i ministri e le alte cariche istituzionali. L’annuncio è stato fatto ieri sera in televisione dal capo delle forze speciali, il tenente colonnello Mamady Doumbouya, che ha invitato «tutte le unità militari del paese di mantenere la calma e di evitare di dirigersi verso la capitale»; ha inoltre rassicurato la comunità nazionale e internazionale che è garantita l’integrità fisica e morale di Alpha Condé, 83 anni.

Il colpo di stato, i cui contorni non sono ancora del tutto definiti, avviene a pochi mesi dall’inizio del terzo mandato presidenziale di Condé, eletto nel novembre del 2020, dopo un percorso elettorale caratterizzato da irregolarità di ogni sorta, secondo il suo maggiore avversario Cellou Dalein Diallo.

La candidatura di Condé per un terzo mandato è stata resa possibile perché il presidente, già eletto nel 2010 e nel 2015, ha modificato la Costituzione nel marzo del 2020. Una modifica che nelle intenzioni del capo dello stato avrebbe dovuto «modernizzare le istituzioni» e dare maggior spazio alle donne e ai giovani. Le opposizioni hanno invece denunciato un «colpo di stato» costituzionale. Ciò ha provocato forti tensioni nel paese dell’Africa occidentale e le elezioni sono state precedute dall’arresto di decine di oppositori.

Indipendente dalla Francia dal 1958, la Guinea ha conosciuto più colpi di stato e imboccato un percorso democratico solo a partire dalle elezioni presidenziali del 2010.

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