La lotta contro la manipolazione dell’informazione, o lotta contro le fake news, è una nuova forma di giornalismo sempre più in voga in Centrafrica, che ha preso avvio in un contesto in cui il paese deve affrontare numerose ondate di rumeurs che letteralmente lo intossicano.

Stop Atèné è un concetto costituito da due parole, una in inglese e una in lingua sango, la lingua ufficiale della Repubblica Centrafricana, che significa: mettiamo fine alla disinformazione. Un progetto, lanciato dalla Fondazione Hirondelle e Radio Ndeke-Luka, in partenariato con l’Unione europea, basato sulla creazione di un’unità di investigazione per smascherare le fake news, diventate sempre più virali grazie ai social media.

In Repubblica Centrafricana non esiste ancora una legge contro le fake news, classificate nella categoria delle “pubblicazioni o riproduzioni fatte in cattiva fede, delle false notizie, di pezzi costruiti, falsificati o falsamente attribuiti a terzi, allorquando queste notizie circolano con il solo scopo di turbare la pace pubblica”.

Davanti a questo vuoto giuridico, l’Alto consiglio della comunicazione, organismo di regolamentazione dei media, ha istituito delle misure disciplinari e delle sanzioni nei confronti degli autori di false notizie. La creazione del progetto Stop Atèné va dunque a sostegno di questo organismo.

José Richard Pouambi, presidente dell’Alto consiglio della comunicazione, chiede che il progetto non si limiti alla durata prevista di dodici mesi: «Il consiglio della comunicazione apprezza questo progetto che sarà di grande supporto nella verifica delle fake news. Dopo aver identificato gli autori di queste false informazioni, ci appresteremo a valutare le misure da adottare».

Il progetto si basa sul lavoro di un’unità composta da giornalisti, bloggers, attori della società civile e persino artisti. «Il lavoro consiste innanzitutto nell’identificare e segnalare le false informazioni – spiega Bienvenu Doumta, giornalista, membro del team – dopodiché cercheremo di capire se questi rumeurs vengono prodotti in Centrafrica. Se una falsa notizia diventa virale, i membri dell’équipe Stop Atèné entreranno in contatto con la fonte dell’informazione per verificare se i fatti sono veri o falsi».

Il team di giornalisti e bloggers utilizza strumenti che permettono di rintracciare le false informazioni, grazie alle tecniche di fact-checking. Se da un lato potranno così arginare le notizie false, dall’altro daranno un valido contributo alla veicolazione di notizie verificate che in una situazione complessa come quella del Centrafrica, sono oggi più che mai necessarie.