GIUFA' – APRILE 2019
Gad Lerner

La trasmissione televisiva Piazzapulita, condotta da Corrado Formigli, ha meritoriamente dedicato ampio spazio in prima serata a filmati dei centri di detenzione per migranti in Libia.

Con testimonianze dei reclusi, ma anche con terribili scene di tortura e interviste ai carcerieri. Questi ultimi hanno tra l’altro rivendicato di essere, parole loro, proprietari di schiavi e sfruttatori di donne condannate alla prostituzione forzata.

La diffusione di tali messaggi, naturalmente, non può essere avvenuta senza il beneplacito di questi criminali trafficanti, i quali peraltro coincidono spesso con le autorità di polizia. Per nulla disturbati dalla cattiva fama che gliene deriva, al contrario favoriscono la circolazione di immagini spaventose considerandole funzionali alla sottomissione dei loro prigionieri. Uomini e donne che arrivano in Libia già depredati di ogni loro avere durante il viaggio nel Sahel o nel Sahara, e che hanno già assistito a numerose morti violente o per stenti durante l’itinerario compiuto.

Ora si tratta di convincerli, attraverso l’intimidazione, che la loro unica speranza è di sottoporsi disciplinatamente a un duro periodo di lavori forzati gratuiti, la cui retribuzione consisterà, dopo sei mesi o un anno, in un passaggio su imbarcazioni malsicure verso la sponda nord del Mediterraneo.

Sia ben chiaro. Non critico affatto Piazzapulita né gli altri media europei che hanno trasmesso quelle immagini. Tanto i migranti che affrontano il viaggio vengono comunque bombardati con sistematicità da quella propaganda del terrore che scorre in rete fino ai loro smartphone. È bene, dunque, che l’opinione pubblica dei nostri paesi ne sia messa al corrente, anche con l’oscena brutalità di quelle immagini.

Nessuno potrà dire che non sapeva. Neanche quei governanti che continuano a vantarsi di avere fermato gli sbarchi. Sono gli stessi che da un quarto di secolo hanno bloccato i canali di immigrazione regolari e sicuri (gli unici, tra l’altro, che consentono un controllo accurato su chi arriva) regalando ai trafficanti di esseri umani, contro cui levano grida ipocrite, il monopolio assoluto sulle rotte mediterranee.

Quei filmati ci raccontano l’esito degli accordi di finanziamento e rifornimento alla guardia costiera libica, la quale opera notoriamente in simbiosi con gli schiavisti. Chi si vanta della diminuzione del numero di morti in mare, non solo tralascia di specificare che le traversate sono diventate molto più rischiose, ma soprattutto finge di ignorare l’aumento del numero dei morti nel deserto, e il crimine contro l’umanità che si consuma nei campi di concentramento.

Piazzapulita
Il talk show su La7 a cura di Corrado Formigli ha proposto nelle puntate del 7 e 14 marzo reportage esclusivi sullinferno delle prigioni dei migranti in Libia, attraverso le voci e le testimonianze video di carcerieri e carcerati. I servizi hanno tentato di dare una risposta alle domande: Cosa succede in Libia? Cosa accade nei centri di detenzione? Il reportage di Adib Fateh Ali e Nello Trocchia ha svelato atrocità, violenze e un regime di schiavitù. Le immagini hanno dimostrato le prove di una violazione sistematica dei diritti umani che continua a poche centinaia di chilometri dalle nostre coste, nel silenzio dell’Italia e dell’Europa.