Ogni anno sono 3 milioni le donne e le bambine costrette a subire mutilazioni genitali
Il 6 febbraio è la giornata mondiale per la lotta contro le mutilazioni genitali femminili, orrenda pratica che riguarda 140 milioni di donne nel mondo. Oggi chi vuole denunciare questa cultura può farlo, anche in Africa, attraverso il web, grazie ad un concorso.

Combattere la cultura e la pratica dell’infibulazione con le nuove tecnologie: è l’obiettivo del concorso “Escissione: partecipa e vinci”(Excision: jouez et gagnez), lanciato dall’organizzazione senegalese Enda Tiers Monde, sul sito Les jeunes changent l’Afrique.org. Fino al 28 febbraio i giovani e le giovani dell’Africa che vogliono partecipare devono inviare foto, disegni, caricature, ma anche video e musica, per denunciare la pratica delle mutilazioni genitali femminili (mgf). Il concorso è rivolto ai ragazzi che vivono nell’Africa francofona occidentale: Benin, Burkina-Faso, Costa d’Avorio, Guinea, Mali, Mauritania, Niger, Senegal, Togo, dove questa pratica è ancora diffusa. Per i vincitori in palio ci sono diversi premi: macchine fotografiche, lettori mp3, chiavi Usb.

L’idea è nata in seguito ad uno studio sul possibile ruolo delle nuove tecnologie per la lotta contro le mgf, condotto da Enda tra il 2006 e il 2008 in Mali, Senegal e Burkina Faso. I risultati dello studio hanno evidenziato come i maschi siano più informati dei possibili utilizzi delle nuove tecnologie e di come, a differenza di quanto si possa pensare, si sentano coinvolti e vogliano combattere la pratica che le loro madri, sorelle, amiche, fidanzate, sono costrette o sono state costrette a subire.

Secondo l’Unicef, ogni anno sono almeno 3 milioni le donne e le bambine costrette a subire questa umiliazione, nel mondo le donne mutilate sono ancora 140 milioni. Una pratica assurda, dolorosa, che causa infezioni anche interne, che rende traumatico il parto e che mette in serio pericolo la vita delle madri e, a volte, anche dei figli. Nonostante le campagne di informazione e sensibilizzazione, la tradizione resiste, soprattutto nelle comunità musulmane rurali, forte di motivazioni religiose. La vera ragione del suo perpetuarsi è però la volontà di sottomettere la donna.

In Italia e nei paesi europei la pratica è venuta alla luce grazie alle coraggiose denunce delle donne escisse e infibulate emigrate dai paesi africani di origine. Oggi, secondo le stime sono mezzo milione le donne mutilate che vivono in Europa, in Italia sono tra le 30 e le 40 mila.

24 anni fa è nato un Comitato Interafricano formato da sole donne, con l’obiettivo di combattere la pratica delle mgf. Nel 2005, dopo 20 anni di attività, il comitato ha deciso di istituire una giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili, che si celebra ogni anno il 6 febbraio.

Per approfondire:
Fiori recisi: le mutilazioni genitali femminili, 15/05/2007

Usa il motore di ricerca per trovare materiale audio, video e altri testi su questi temi nel sito di Nigrizia