Libia: «Putin cerca di inondare l’Europa di migranti» - Nigrizia
Armi, Conflitti e Terrorismo Libia Migrazioni Politica e Società Russia Unione Europea
L’allarme lanciato da The Daily Telegraph
Libia: «Putin cerca di inondare l’Europa di migranti»
Il quotidiano britannico avrebbe consultato documenti dell’intelligence. Secca la smentita dell’ambasciata russa a Tripoli: «Bugie per minare le relazioni russo-libiche». Nel marzo del 2023 anche il governo italiano aveva espresso la stessa preoccupazione
08 Marzo 2024
Articolo di Redazione
Tempo di lettura 3 minuti

Partiamo dal fondo della notizia. Dalla smentita: l’ambasciata russa a Tripoli ha sconfessato un articolo pubblicato dal quotidiano britannico The Daily Telegraph sul piano di Putin di dirottare gli immigrati dalla Libia all’Europa. «Sono complete bugie frutto di soffiate dell’intelligence britannica», il secco commento dell’ambasciata. Che, fra le altre cose, è stata riaperta a Tripoli solo il 22 febbraio scorso.

Le fonti diplomatiche russe hanno aggiunto, in via ufficiale, che questo rapporto è stato redatto dall’intelligence britannica per «minare le relazioni russo-libiche e gli sforzi della parte libica di combattere l’immigrazione illegale in Europa».

Hanno poi precisato che questi rapporti non sono altro che «un tentativo britannico di nascondere le politiche fallimentari dell’Europa sul fronte immigrazione.

Il The Daily Telegraph, nel suo articolo, ha pubblicato documenti di intelligence che rivelano il piano di Putin di inondare l’Occidente di immigrati attraverso la Libia. Il progetto russo è di creare una «forza di polizia di frontiera di 15mila membri», che includerebbe mercenari Wagner presenti in Libia.

Le rotte controllate

Il giornale ha aggiunto che questa forza controllerà i movimenti e le rotte degli immigrati in modo che una regione specifica dell’Europa possa ricevere masse di persone in fuga, per influenzare, così, l’opinione pubblica in un momento cruciale il Vecchio continente, a partire proprio dal voto del giugno prossimo.

Il Daily Telegraph ha poi sottolineato come i piani di Wagner e della Russia sono pure collegati al progetto di stabilire basi militari in diversi paesi africani, inclusa la Libia.

Non è la prima volta che il quotidiano inglese lancia l’allarme. Già nel luglio del 2022 uscì con la notizia che i russi avevano l’obiettivo di aprire o chiudere a loro piacimento il flusso dei migranti in partenza dalla Libia.

Tuttavia queste preoccupazioni sono state fatte proprie dallo stesso governo di destra italiano.

I timori italiani

Il 13 marzo del 2023 a lanciare l’allarme era stato il ministro della difesa Guido Crosetto: «Mi sembra che ormai si possa affermare che l’aumento esponenziale del fenomeno migratorio che parte dalle coste africane sia anche, in misura non indifferente, parte di una strategia chiara di guerra ibrida che la divisione Wagner, mercenari al soldo della Russia, sta attuando, utilizzando il suo peso rilevante in alcuni paesi africani». Diffuse questa nota poco dopo il vertice a Palazzo Chigi con la premier Giorgia Meloni, i suoi vice Antonio Tajani e Matteo Salvini, il ministro dell’interno Matteo Piantedosi e i direttori dei servizi segreti.

Subito dopo l’allarme di Crosetto arrivò la replica dell’allora capo della Wagner, Yevgeny Prigozhin: «Crosetto dovrebbe guardare meno in altre direzioni e occuparsi dei suoi problemi, che probabilmente non è riuscito a risolvere. Noi non siamo al corrente di ciò che sta succedendo con la crisi migratoria, non ce ne occupiamo, abbiamo un sacco di problemi nostri di cui occuparci».

Da Londra un milione di sterline a Tripoli

In tutto questo intreccio da spy story, una notizia appare certa: la volontà del governo britannico di pagare un milione di sterline la Libia per impedire ai migranti di attraversare il Mediterraneo e per rimandarli nei loro paesi d’origine. Sarebbe una parte di un accordo firmato da Londra con Tripoli. Il piano è stato annunciato ieri dal ministro dell’immigrazione Michael Tomlinson.

Copyright © Nigrizia - Per la riproduzione integrale o parziale di questo articolo contattare previamente la redazione: redazione@nigrizia.it