Senegal / Terzo mandato in discussione
Mancano due anni al voto presidenziale senegalese, ma maggioranza e opposizione sono già in campagna elettorale. Oggetto del contendere, la legittimità di un terzo mandato per il presidente uscente.

Lui ha 84 anni, guida il Senegal da dieci e ha intenzione di continuare a farlo anche dopo il 2012 quando scade il suo secondo mandato presidenziale. Infatti Abdoulaye Wade (nella foto) ha annunciato, già nel settembre del 2009, che intende ricandidarsi per un terzo mandato. E a Dakar, anche se manca un bel po’ al voto, la polemica si è già innescata. All’inizio di agosto è stato addirittura lanciato una sorta di movimento politico, denominato “Terminus 2012”, che si oppone appunto al terzo mandato di Wade.

 

La costituzione senegalese, adottata nel 2001, limita a due il numero dei mandati presidenziali. Il fatto è che Wade è stato eletto per la prima volta nel 2000 quando era in vigore la costituzione del 1963 che non limitava i mandati e prevedeva un settennato: infatti è stato presidente dal 2000 al 2007 e poi lo sarà per il quinquennio 2007-2012. E, secondo il Partito democratico senegalese (al potere) il conto dei mandati va fatto a partire dal 2007 e non dal 2000.

 

L’opposizione, invece, dice che è arrivato a capolinea. «Se si ripresenta, compie un colpo di stato istituzionale», sostiene Ibrahima Sène, responsabile di uno dei partiti della coalizione di opposizione. Tesi condivisa da Pape Demba Sy, professore di diritto costituzionale all’Università “Cheikh Anta Diop” di Dakar: «Lo spirito della costituzione del 2001 è di evitare che ci siano presidenti che stiano vent’anni al potere (come Sédar Senghor 1960-1980 e Abdou Diouf 1981-2000) e stabilisce un massimo di due mandati quinquennali consecutivi. Essendo stato eletto con la vecchia costituzione, al limite si potrebbe accettare che Wade faccia un periodo transitorio di due anni dopo il 2012».

 

I candidati alle presidenziali del 2012 potrebbero depositare un ricorso davanti al Consiglio costituzionale per invalidare la candidatura di Wade. Ma molti, in seno all’opposizione, fanno notare che il presidente del Consiglio costituzionale, nominato di recente, si chiama Cheikh Tediane Diakhaté ed è un uomo di Wade… E a chi sostiene che il Consiglio costituzionale potrebbe invalidare la candidatura per via dell’età avanzata di Wade, il suo portavoce ribatte che «il presidente gode di ottima salute e nulla c’è da dire sulle sue capacità intellettuali».