Mali / Terrorismo

La Corte penale internazionale (Cpi) ha confermato ieri le accuse di crimini di guerra e contro l’umanità per Al-Hassan Ag Abdul Aziz Ag Mohamed Ag Mahmoud, jihadista maliano accusato di aver partecipato alla demolizione del patrimonio storico-culturale di Timbuktu, annunciando il suo rinvio a giudizio.

Al-Hassan Ag Abdoul Aziz è accusato di aver partecipato nel 2012 e 2013 alla demolizione dei mausolei nella città del Mali e di essere responsabile di stupro e schiavitù sessuale commessi nel contesto di matrimoni forzati. Contro l’uomo – consegnato alla Corte penale internazionale dalle autorità maliane nell’aprile 2018 – ci sono anche accuse i tortura.

All’epoca dei fatti era membro del gruppo jihadista touareg Ansar Dine e commissario della polizia islamista di Timbuktu. Ansar Dine fu uno dei gruppi armati che prese il controllo della città del Mali settentrionale nel 2012, dove “impose con il terrore la propria visione della religione” a una popolazione locale che ha subito un “calvario imposto da un regime tirannico”, ha affermato a luglio il procuratore della Corte, Fatou Bensouda.

Al Hassan è il secondo jihadista ad essere processato dalla Cpi. Con una sentenza storica (perché fu la prima in questo ambito), nel 2016 la corte condannò un primo jihadista maliano, Ahmad al-Faqi al-Mahdi, a nove anni di carcere per aver preso parte nel 2012 alla demolizione di mausolei protetti a Timbuktu, un sito inscritto nel Patrimonio mondiale dell’Unesco. (Le Figaro)

Foto Harouna Traore