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16 anni di carcere per Maria Helena Taipo
Mozambico: l’ex ministra del lavoro condannata per malversazione
02 Agosto 2022
Articolo di Redazione
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L'ex ministra del lavoro Maria Helena Taipo (a destra)

L’ex ministra mozambicana del lavoro Maria Helena Taipo è stata condannata in primo grado il 28 luglio scorso a 16 anni di carcere per il suo coinvolgimento nell’appropriazione indebita di 113 milioni di metical (1,7 milioni di dollari) di fondi pubblici sottratti in modo fraudolento al direttorio del lavoro migrante.

Oltre a lei sono stati condannati altri otto funzionari pubblici. Tre di questi dovranno scontare una pena simile a quella inflitta alla ministra. Si tratta dell’ex direttrice nazionale del lavoro migrante presso il ministero del lavoro, Anastacia Zitha, dell’ex capo del dipartimento delle finanze del direttorio, Jose Monjane, e dell’ex coordinatore del progetto dei minatori nello stesso direttorio, Pedro Taimo.

Altri cinque sono stati condannati a 12 anni per appropriazione indebita, mentre due degli 11 imputati nel processo, svoltosi a Maputo, sono stati assolti. Il tribunale ha anche ordinato a Taipo e ai suoi complici di rimborsare i fondi sottratti.

Nel corso del processo, si è appurato che il ministero del lavoro e i funzionari della direzione che lavorano con società private, avevano firmato contratti fraudolenti e formato un gruppo con un piano per appropriarsi indebitamente di fondi pubblici.

Gli imputati sono stati inoltre accusati di aver ignorato le procedure per prelevare denaro dai conti della direzione, di aver trasferito denaro su conti personali e di aver emesso fatture e ricevute false.

Maria Helena Taipo è stata ministra del lavoro durante i 10 anni in carica dell’ex presidente Armando Guebuza (2005 – 2015). Ha anche servito come governatrice della provincia centrale di Sofala e poi come ambasciatrice del Mozambico in Angola, sotto l’attuale presidente Filipe Nyusi.

La vicenda ha riportato alla memoria il gigantesco buco di 2,2 miliardi di dollari nei fondi pubblici mozambicani, il più grande scandalo finanziario della storia dell’Africa, il cui processo si è concluso lo scorso febbraio nella capitale. Uno scandalo di corruzione e malversazione dal quale il paese non si è ancora ripreso.

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