Economia

La chiusura dei 1500 km di frontiera tra Niger e Nigeria, imposta unilateralmente lo scorso agosto dal governo nigeriano per arginare il contrabbando, sta avendo ripercussioni serie sulla già disastrata economia nigerina. Il governo di Niamey stima che in questi mesi le entrare doganali abbiano subito un calo di 40 miliardi di franchi Cfa, circa 60 milioni di euro.

Lo ha reso noto il ministro delle finanze, Mamadou Diop, in un incontro avuto con una delegazione del Fondo monetario internazionale (Fmi). L’istituzione finanziaria, nonostante il blocco delle frontiere nigeriane e malgrado la sicurezza del paese sia messa a repentaglio dagli attacchi del terrorismo jihadista, ritiene che il Pil del 2019 possa crescere del 6,3% e superare il 7% nei prossimi cinque anni.

L’ottimismo dell’Fmi e degli investitori internazionali nasce dal fatto che entro il 2022 il Niger dovrebbe dotarsi di un oleodotto che agevolerebbe le esportazioni di petrolio.

Mamadou Diop, ministro delle finanze del Niger.