Niger

Otto anni dopo la posa della prima pietra, il presidente nigerino Mahamadou Issoufou ha rilanciato martedì la volontà di completare entro il 2020 i lavori di costruzione, sul fiume Niger, della grande diga di Kandadji, collegata a un impianto idroelettrico che produrrà 130 megawatt, con un costo complessivo stimato di 740 miliardi di franchi Cfa (1,2 miliardi di euro).

Il coinvolgimento del presidente testimonia la volontà delle autorità nigerine di concludere al più presto il progetto, dopo il precedente fiasco causato dalla compagnia russa Zarubezhvodstroy che vinse nel 2008 l’appalto per la sua costruzione. L’impianto, iniziato nel 2011, doveva essere completato nel 2017, ma i russi non rispettarono i termini.

La società fu dichiarata tecnicamente incapace di finire l’opera in tempo e il contratto con il governo fu rescisso nel 2013. Solo nel gennaio 2018 Niamey affidò il completamento della diga alla compagnia cinese China gezhouaba group company (Cggc), che si è impegnata a con concludere i lavori nel 2020.

Il progetto è visto come fondamentale per il paese che affronta ricorrenti carenze di elettricità. «In alcune regioni del Niger, paghiamo il kilowattora a 200 franchi Cfa. La diga di Kandadji ci darà un kilowattora a 20 franchi Cfa. Quindi sarà energia a basso costo. Questo è davvero un progetto che deve sostenere la crescita economica del Niger», ha detto Issoufou.

La diga fornirà anche irrigazione ad oltre 45mila ettari di terreno, ma 58mila persone che vivono nei pressi dell’impianto saranno ricollocate altrove, operazione questa che rappresenta troppo spesso un profondo svantaggio per la popolazione.

La centrale idroelettrica è finanziata dalla Banca mondiale, dalla Banca africana di sviluppo (AfDB), dalla Banca islamica di sviluppo (Idb) e dall’Agenzia francese di sviluppo. (Afrik 21 / Radio France International)