Nigeria: la Shell a processo per l'inquinamento - Nigrizia
Ambiente Nigeria
Il gigante petrolifero è accusato da 14mila persone per i danni causati alle acque del Delta del Niger
Nigeria: la Shell a processo per l’inquinamento
02 Febbraio 2023
Articolo di Redazione
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La zona di Ogale, sul delta del Niger, è ormai devastata dall’inquinamento causato dalle azioni della Shell, che da 80 anni lavora sul territorio. Ora, due comunità locali si sono riunite e hanno denunciato i danni subiti, portando il gigante petrolifero idavanti all’Alta Corte di Londra. Si parla di 14mila accusanti. 

Per una comunità che vive essenzialmente di pesca e di agricoltura, una simile contaminazione dell’acqua è una tragedia su tutti i fronti. Decine di migliaia di persone sono state costrette a ripensare completamente il loro stile di vita, per non parlare dei problemi sanitari che ne derivano.

Un rapporto dell’Università di San Gallo, in Svizzera, ha dichiarato che i bambini nati in quel territorio hanno il doppio della probabilità di morire nel loro primo anno di vita. Si contano circa 11mila morti prematura all’anno. 

Shell, però, non ci sta: pur con un fatturato di ben 30 miliardi di dollari per i primi tre trimestri del 2022, si rifiuta di ritenersi coinvolta, da un punto di vista legale, in questa vicenda. Sostiene, di non esserne direttamente responsabile: la colpa, secondo i legali, è dei furti clandesti di petrolio operati dai locali.  

Non è la prima volta che gli abitanti intentano una causa legale. Le azioni legali individuali sono migliaia. Ma lo scorso dicembre è arrivata la notizia della vittoria in una causa iniziata nel 2008. La Corte di Appello dell’Aja ha ordinato a Shell il pagamento di 15 milioni di dollari di risarcimento. Non la prima volta per la multinazionale anglo-olandese che già nel 2021 aveva accettato di pagare un indennizzo di 95 milioni di euro alle popolazioni del sud-est della Nigeria. (AB)

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