Sudafrica / Nigeria

Oltre 600 nigeriani saranno rimpatriati volontariamente dal Sudafrica, colpito dalla scorsa settimana da una nuova ondata di violenze xenofobe che hanno preso di mira immigrati africani e molte loro attività commerciali nella capitale Pretoria e a Johannesburg.

A dare la notizia per prima è stata la compagnia aerea privata nigeriana Air Peace che si era offerta di effettuare i voli per il rientro in patria dei concittadini colpiti dalle violenze. La conferma è arrivata ieri dalla referente dei nigeriani della diaspora in Sudafrica, Abike Dabiri, che ha anche chiesto al governo sudafricano di risarcire le vittime.

Inizialmente, il rientro appariva complicato per la mancanza di documentazione di molti beneficiari, ma l’ambasciata nigeriana è intervenuta per fornire i documenti necessari. I primi rientri saranno effettuati con due voli domani, ha detto alla BBC il console generale della Nigeria a Johannesburg, Godwin Adama.

In pochi giorni gli attacchi hanno provocato almeno 12 morti e 400 arresti. Le vittime più recenti domenica mattina a Johannesburg, con due immigrati africani uccisi da colpi di arma da fuoco e pugnalate e numerose proprietà private vandalizzate. Atti di «pura criminalità» secondo il capo della polizia della città, David Tembe, «perché alcuni dei negozi che sono stati bruciati non appartenevano agli stranieri, ma a sudafricani».

Ondate di attacchi xenofobi sono ricorrenti nel paese dal 2008, favoriti dalla mancanza di valide politiche economiche, sociali, di integrazione e lavoro.  

Di fronte a questa nuova escalation di violenza le organizzazioni sudafricane della società civile (sindacati, attivisti, associazioni per i diritti) hanno deciso di unire le forze in una coalizione per presentare un fronte unito che denuncia proprio le responsabilità del governo. «Per noi – sostiene Mametlwe Sebei, presidente di un sindacato di lavoratori – questi attacchi xenofobi sono attacchi alla classe operaia. Non sono solo i migranti a essere presi di mira, ma i più poveri. Tutto ciò è collegato all’aumento della disoccupazione e della povertà, il ché rende più facile usare i migranti come ??capro espiatorio».

Sabato è in programma una grande marcia di solidarietà con le vittime delle violenze. (BBC / Radio France International)