Senegal / Elezioni presidenziali

Le forze dell’ordine senegalesi hanno arrestato ieri 24 persone, tra cui circa 20 sostenitori del candidato alla presidenza Issa Sall, sequestrando coltelli e mazze. La gendarmeria è intervenuta in seguito agli scontri avvenuti lunedì a Tambacounda, 420 km a est di Dakar, tra sostenitori del presidente Macky Sall e del candidato del Parti de l’unité et du rassemblement (Pur), Issa Sall, che hanno causato almeno due morti.

Una terza vittima, un sostenitore della coalizione di governo Benno Bokk Yaakaar (BBY – Insieme per la stessa speranza, in lingua wolof) sarebbe deceduto per le ferite riportate, secondo i media, ma la sua morte non è stata confermata da fonti ufficiali.

Il procuratore di Tambacounda, Demba Traoré, ha detto che tra gli arrestati ci sarebbero membri del servizio di sicurezza del candidato del Pur alle elezioni presidenziali del 24 febbraio, aggiungendo che ai sostenitori di Issa Sall sono state sequestrate armi come coltelli e mazze.
Altre due persone sono rimaste gravemente ferite in scontri avvenuti domenica scorsa a Fatick, roccaforte del Pur.

Gli scontri tra i sostenitori della coalizione di governo e dell’opposizione sono cominciati il 3 febbraio, in concomitanza con l’avvio della campagna elettorale. Da allora, incidenti sono stati segnalati in diverse parti del paese.

Il 24 febbraio circa 6,8 milioni di elettori sono chiamati alle urne. A sfidare il presidente uscente Macky Sall saranno quattro candidati: Idrissa Seck (ex primo ministro, sostenuto da Khalifa Sall, ex sindaco di Dakar), Madické Niang (ex ministro), Issa Sall (deputato) e Ousmane Sonko (parlamentare).

Il mese scorso la Corte costituzionale di Dakar ha escluso Khalifa Sall e il figlio dell’ex presidente Karim Wade. La Corte suprema del Senegal ha di recente respinto il ricorso di Khalifa Sall, condannato lo scorso marzo in primo grado a cinque anni di carcere con l’accusa di sottrazione indebita di risorse pubbliche e di falso in pratiche amministrative, mentre Wade è stato condannato nell’aprile 2013 per corruzione e rilasciato su grazia presidenziale nel 2016. (France 24 / Agenzia Nova)