Il presidente egiziano Abdel Fatah al-Sisi e il suo omologo francese Emmanuel Macron in un incontro a Parigi nel 2017 (Credit: egyptindependent.com)

Si è conclusa la visita di tre giorni del presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, accolto con tutti gli onori a Parigi. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha assicurato che la futura vendita di armi al Cairo non sarà condizionata al rispetto dei diritti umani.

«Non condizionerò questioni di difesa e cooperazione economica su questi disaccordi (sui diritti umani)», ha detto Macron durante la conferenza stampa congiunta. «È più efficace dialogare che boicottare avendo come solo effetto quello di indebolire uno dei nostri partner nella lotta contro il terrorismo», ha aggiunto.

Secondo Macron, Parigi e il Cairo sono «uniti» nel costruire «uno spazio di civiltà» dove non siamo possibili «minacce e discorsi di odio», in riferimento al boicottaggio dei prodotti francesi avviata in Medio Oriente in seguito alle accuse incrociate tra il presidente francese e il suo omologo turco, Recep Tayyip Erdogan, dopo la mancata condanna da parte di Macron delle caricature che rappresentano il profeta Maometto, e considerate da molti come blasfeme, pubblicate dal giornale satirico Charlie Hebdo.

Il presidente francese, alla vigilia della visita di al-Sisi, aveva assicurato che avrebbe parlato con franchezza con il presidente egiziano sulle violazioni dei diritti umani nel paese nordafricano. 17 think tank francesi e internazionali, tra cui la Federazione internazionale per i diritti umani (Fidh), hanno pubblicato una nota congiunta accusando Macron di chiudere un occhio nei confronti delle sempre più gravi violazioni dei diritti umani in corso nel paese.

“In Egitto (Macron) è al fianco degli oppressori e non dei valori che dice di voler difendere”, si legge nella nota. “La diplomazia francese ha, ai suoi livelli più alti, chiuso gli occhi di fronte alla brutale repressione di ogni forma di dissenso da parte del presidente al-Sisi”, prosegue il documento, in cui si fa riferimento alle forniture di armi al Cairo da parte francese.

Secondo un report pubblicato nel 2018 da Amnesty International, ci sono le prove che l’esercito egiziano abbia usato armi francesi per colpire i manifestanti nelle proteste che hanno attraversato il paese tra il 2012 e il 2015. Il report fa riferimento a video in cui si vedono le forze di sicurezza egiziane sparare contro i manifestanti da carri armati forniti dalla Francia. Secondo Parigi, la fornitura di armi aveva lo scopo di sostenere la “lotta contro il terrorismo”, promessa dal Cairo.

Alla vigilia della sua visita a Parigi, con un tempismo che fa pensare che il presidente egiziano stia usando i difensori dei diritti umani come strumento negoziale, i tre attivisti per i diritti umani del think tank Egyptian initiative for personal rights (Eipr), Mohamed Basheer, Gasser Abdel-Razek e Karim Ennarah, sono stati rilasciati, in seguito a una campagna internazionale che aveva coinvolto anche attori noti, come l’attrice americana Scarlett Johannson, mentre i loro beni sono stati congelati da parte delle autorità egiziane.

La stessa cosa avvenne in seguito al suo arresto per uno dei fondatori di Eipr, Hossam Bahgat, che non può lasciare il paese. Non solo, proprio prima della partenza di al-Sisi è arrivata la notizia del proscioglimento dalle accuse di ricevere finanziamenti dall’estero per 20 ong egiziane, incluse nel caso 173/2011.

Resta in carcere invece per altri 45 giorni di detenzione preventiva, lo studente dell’Università di Bologna, Patrick Zaki, così come l’attivista palestinese Ramy Shaat, sposato con la cittadina francese Celine Lebrun, in carcere dal 2019 con accuse di attività contro lo stato, e altri 60mila prigionieri politici, secondo i numeri forniti da Amnesty.

L’ex presidente francese, François Hollande, è stato tra i più strenui sostenitori di al-Sisi dopo il colpo di stato militare del 2013 al Cairo. Fu l’unico a partecipare alla cerimonia di inaugurazione dell’estensione del Canale di Suez in Egitto nel 2015, nonostante la repressione in corso. Fra il 2015 e il 2019 l’Egitto ha acquistato il 26% del totale dell’export francese di armi per un valore di 1,4 miliardi di euro nel 2017.

Sembrava che le relazioni tra i due paesi si fossero raffreddate dopo la visita del 28 gennaio 2019 di Macron in Egitto in cui aveva stigmatizzato la mancanza di rispetto dei diritti umani nel paese. La stampa francese aveva criticato la mossa come contraria agli interessi francesi nella regione, inclusi i contratti di vendita di aerei da caccia Rafale e di navi militari Gowind, in favore di Germania e Italia, quest’ultima impegnata nella vendita di fregate Fremm per un valore di 1,2 miliardi di euro.

Parigi persegue i suoi interessi geostrategici in Nord Africa e Medio Oriente in intesa con il Cairo su questioni che vanno dall’influenza egiziana in Yemen e Libia, con il sostegno assicurato al generale Khalifa Haftar in Cirenaica per contenere la presenza turca in Tripolitania, al ruolo del Cairo nel traffico dei migranti, fino alla lotta contro il terrorismo in relazione anche alla presenza di Isis nel Sinai.

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