Pesca illegale

Pescherecci da traino italiani hanno effettuato “incursioni” in aree protette lungo la costa della Sierra Leone, catturando squali e infrangendo le stesse norme europee. A sporgere denuncia presso l’Unione Europea sono tre organizzazioni di categoria dell’Africa occidentale che accusano l’Italia di “chiudere un occhio sulle attività illegali dei suoi pescherecci” nella regione.

Una ricostruzione dell’accaduto è contenuta in un documento redatto dalla Confederation des organisations professionelle de peche artisanale (Coapa), che ha presentato il ricorso insieme con la Coalition pour des accords de peche equitable (Cape) e il Partenariat pour la conservation marine (Prcm).

Nel testo, rilanciato dal portale di informazione marocchino Le360Afrique e da altre testate africane, si riferisce che “pescherecci da traino di società siciliane hanno effettuato incursioni in una zona costiera riservata alla pesca artigianale, catturando specie di squali protette nelle acque territoriali della Sierra Leone”. Secondo le organizzazioni, attività illegali sono state compiute anche lungo la costa di Gambia e Guinea Bissau.
La pesca illegale e non regolamentata fa perdere oltre 229 milioni di euro all’anno ai paesi dell’Africa occidentale. (Dire / Le360Afrique)