USA / Africa

L’amministrazione Trump ha annunciato ieri una netta revisione delle politiche statunitensi in Africa, per contrastare quelle che vengono definite «pratiche predatorie di Cina e Russia» che, ha detto il consulente per la sicurezza nazionale John Bolton, «ostacolano la crescita economica in Africa, minacciano l’indipendenza finanziaria delle nazioni africane, inibiscono le opportunità per gli investimenti statunitensi, interferiscono con le operazioni militari statunitensi e rappresentano una minaccia significativa per gli interessi della sicurezza nazionale degli Stati Uniti».

L’annuncio ha suscitato scetticismo in molti, perché ci sono voluti quasi due anni di presidenza per annunciare la strategia per l’Africa di Trump, ben noto per le sue osservazioni denigratorie del continente. La Cina, in particolare, è diventata il principale partner commerciale del continente quasi un decennio fa e ha investito miliardi di dollari in progetti infrastrutturali di alto profilo.

Bolton ha attaccato la Cina anche per la sua ricerca aggressiva di risorse naturali e per la crescente presenza militare e marittima, avvertendo che gli equilibri di potere nel Corno d’Africa potrebbero spostarsi a Pechino. La Russia è stata invece accusata di utilizzare il continente per rinverdire la gloria imperiale del passato.

Secondo la nuova strategia “Prosper Africa”, ha spiegato, gli Stati Uniti sceglieranno con maggiore attenzione i propri partners. «Incoraggeremo i leader africani a scegliere progetti di investimento stranieri di alta qualità, trasparenti, inclusivi e sostenibili, compresi quelli degli Stati Uniti». L’intenzione è dunque quella di un contrasto sul piano commerciale. Il Congresso Usa ha creato all’inizio di quest’anno un’agenzia internazionale di sviluppo da 60 miliardi di dollari, ampiamente considerata come una risposta ai programmi di sviluppo oltremare cinesi.

Il consulente per la sicurezza nazionale ha anche avvertito che Washington «rivaluterà il sostegno alle missioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite» e gli aiuti ai paesi con una governance problematica, compreso il Sud Sudan. «Gli Stati Uniti non forniranno più assistenza indiscriminata in tutto il continente», ha detto Bolton, aggiungendo che «i paesi che votano ripetutamente contro gli Stati Uniti nei forum internazionali, o si oppongono ai loro interessi, non dovrebbero ricevere generosi aiuti esteri americani».

Gli Stati Uniti hanno versato più di 8 miliardi di dollari di aiuti all’Africa in ciascuno degli ultimi due anni fiscali e una revisione di tutti gli aiuti è in fase di completamento. A novembre il Dipartimento della difesa aveva annunciato la riduzione e il riposizionamento del contingente militare presente nel continente. (Voice of America / News 24 / Africanews)

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