Riek Machar, vicepresidente del Sud Sudan

Riek Machar non è più il leader del Movimento di liberazione del popolo sudanese (Splm/a-io – “a” sta per esercito e “io” sta per in opposizione), la forza politica cui fa riferimento l’etnia nuer. La decisione della sua destituzione è stata presa al termine di tre giorni di incontri tra i dirigenti del movimento ed è stata resa pubblica con un comunicato che indica Gatwech Dual, capo dell’ala armata dell’Splm/a-io, quale leader ad interim del movimento.

Il testo afferma che Riek Machar, in quanto primo vice presidente dell’attuale governo del Sud Sudan, ha «totalmente fallito» nel suo ruolo e ha fortemente indebolito il peso del movimento all’interno del governo di coalizione creato nel febbraio del 2020. E, ancora, si sottolinea che Machar ha favorito negli anni la «la politica della divisione per regnare meglio» e il nepotismo.

Ieri sera il portavoce di Machar ha condannato questa scelta. Ora sono attese reazioni a questo sommovimento interno all’Splm/a-io. Machar, nella sua lunga carriera di politico e comandante militare del movimento, ha rischiato più volte di essere ucciso e ha conosciuto la via dell’esilio. Difficile quindi che sia giunto impreparato alla defenestrazione.

Di sicuro, se questo cambio di scena sarà confermato, dovranno essere riviste le posizioni dell’Splm/a-io all’interno del governo di cui è presidente Salva Kiir. Governo assemblato secondo quanto previsto dagli accordi di pace del 2018 che hanno messo fine, almeno formalmente, alla guerra civile iniziata nel 2013 che ha visto su fronti contrapposti Salva Kiir e Riek Machar. Il Sud Sudan è indipendente dal 2011, dopo una lunga lotta di liberazione contro il regime di Khartoum (Sudan). (R.Z.)

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