Sud Sudan / Kiir vuole il governo il 10 maggio

La maggior forza di opposizione armata, l’SPLM-Io guidato da Riek Machar, ha fatto sapere che non parteciperà al governo provvisorio di unità nazionale che dovrebbe insediarsi tra due settimane. Chiede che venga prolungato di sei mesi il periodo preparatorio in modo da garantire la sicurezza nel paese con l’unificazione degli eserciti, come deciso dagli accordi di pace firmati nel settembre dello scorso anno.

Il presidente Salva Kiir ha invece chiesto a Riek Machar, che si trova attualmente in Sudan, di rientrare al più presto nel paese perché intende insediare il governo provvisorio il 10 maggio, come deciso negli accordi. Del governo dovrebbero far parte tutte le forze politiche e di opposizione armata del paese secondo una spartizione degna del manuale Cencelli. È inoltre previsto un collegio di presidenza formato dal presidente e da cinque vicepresidenti. Riek Machar dovrebbe ricoprire la carica di primo dei vicepresidenti. Il governo provvisorio dovrebbe portare il paese alle elezioni nell’arco di tre anni e chiudere così la catastrofica crisi iniziata alla metà di dicembre del 2013.

L’insediamento del governo provvisorio, dice il documento, è reso possibile dalla realizzazione degli accordi sulla sicurezza che prevedono il ritiro dell’esercito dalla capitale e un imponente lavoro di unificazione dell’esercito governativo con quelli delle forze di opposizione armata, in particolare dell’SPLM-Io. Prevede anche la definizione dei confini interni, potenzialmente foriera di numerosi conflitti locali. Per ora, a detta dei diversi organi di supporto e monitoraggio della realizzazione degli accordi firmati lo scorso settembre, ben poco è stato fatto, anche per lo scarso sostegno finanziario e politico della comunità internazionale.  

Nella foto: Riek Machar (a sinistra) e Salva Kiir.