Sud Sudan / Cambiamenti climatici

L’allarme è contenuto in un rapporto diffuso dall’Onu il 25 ottobre. In un paese in cui il 60% della popolazione è già più o meno gravemente malnutrito – e siamo alla fine della stagione del raccolto, quella normalmente più florida -, le prolungate alluvioni stanno mettendo in gravissima difficoltà un milione di persone. Una gran parte ha dovuto lasciare i villaggi di origine, dove ha perso tutto il poco che aveva, ed è affluito nei campi profughi, parte dei quali sono pure allagati, come quello di Rubkona, nelle vicinanze di Bentiu, capitale di quello che era lo stato di Unity.

Le alluvioni hanno interessato il paese fin dal mese di luglio, ma negli ultimi giorni la situazione è diventata “estremamente preoccupante”, dice OCHA, l’agenzia dell’Onu per il coordinamento degli affari umanitari, in un comunicato ufficiale.

Le alluvioni costituiscono anche un gravissimo rischio per la salute, in quanto facilitano la diffusione di malattie quali il colera e la malaria. L’Unicef stima che siano in grave pericolo almeno 490mila bambini. Inoltre per la popolazione è diventato molto difficile accedere ai presidi sanitari a causa dell’interruzione delle strade. Per di più una buona parte sono ormai gravemente danneggiati dai prolungati allagamenti.

La stagione delle piogge dovrebbe continuare per almeno altre 4 o 6 settimane, dunque ci si aspetta che la situazione si aggravi ulteriormente.

Un accorato appello è stato lanciato anche dalla diocesi di Malakal, nel nord del paese, in cui si trovano alcune delle località maggiormente colpite dalle insistenti piogge. Nel comunicato si citano le contee di Mayom, Maban, Akobo, Lou Nuer e Pibor. Vi si dice anche che la popolazione è rimasta sola perché le poche ong che operavano nelle zone più colpite hanno dovuto interrompere le operazioni.

OCHA e diocesi sono concordi nel dire che la fine degli allagamenti non porterà un miglioramento sostanziale della situazione, dal momento che i raccolti sono andati perduti e molte delle infrastrutture al servizio della popolazione – strade, presidi sanitari, scuole e pozzi – sono stati gravemente danneggiati. (Redazione)