Sud Sudan

Il presidente sud sudanese Salva Kiir e il vicepresidente designato e capo del maggior movimento di opposizione, Riek Machar, si sono incontrati ieri a Juba. È stato il primo incontro diretto tra i due, dopo quello facilitato da papa Francesco in Vaticano lo scorso aprile, e la prima visita a Juba di Machar in circa un anno. I colloqui dureranno due giorni.

Machar, che vive in esilio a Khartoum, era accompagnato dal vicepresidente del Consiglio sovrano sudanese Mohamed Hamdan Dagalo, conosciuto come Hemeti. Secondo testimoni oculari, l’aereo sul quale viaggiava era scortato da due aerei militari.

L’incontro, lungamente atteso, è avvenuto per la continua e crescente pressione della comunità internazionale. Kiir e Machar discuteranno alcuni dei numerosi problemi ancora aperti che impediscono la realizzazione dei provvedimenti contenuti negli accordi di pace, firmati un anno fa. I provvedimenti in discussione sono propedeutici alla formazione del governo di transizione che dovrebbe entrare in carica il prossimo novembre. Particolare attenzione hanno avuto i problemi legati alla sicurezza del paese e dei leader politici nel periodo di transizione che si aprirà con l’insediamento del governo provvisorio. Gli accordi prevedono, tra l’altro, la formazione di un esercito nazionale in cui devono confluire i miliziani dei diversi gruppi armati firmatari.

Continuano intanto gli scontri tra l’esercito di Juba e i movimenti di opposizione che non hanno firmato gli accordi di pace. Nei giorni scorsi sono state denunciate violenze nella regione dell’Equatoria, dove opera il Fronte di salvezza nazionale (Nas) di Thomas Cirillo, e del Bahr el Gazal, dove opera il Fronte Unito del Sud Sudan (Ssuf), dell’ex capo di stato maggiore dell’esercito nazionale, generale Paul Malong Awan.

Hemeti ha invece incontrato i rappresentanti dei movimenti di opposizione armata sudanese per dar inizio ai colloqui di pace con il nuovo governo, insediatosi nei giorni scorsi a Khartoum. (Redazione)