Sud Sudan / Stati Uniti

Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni al vicepresidente del Sud Sudan Taban Deng Gai (nella foto), accusato dal dipartimento del Tesoro americano di essere il mandante dell’assassinio del politico dell’opposizione Aggrey Idri Ezibon e dell’avvocato per i diritti umani Dong Samuel Luak, che Taban avrebbe eliminato per consolidare la sua posizione nel governo e intimidire i membri dell’opposizione.

Le sanzioni congelano i beni detenuti negli Stati Uniti e vietano agli americani di fare affari con lui.

Invitando il governo e i leader dell’opposizione a dissociarsi da coloro che minacciano il processo di pace, il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha detto che Taban, a nome del presidente Salva Kiir, ha agito per “dividere e seminare diffidenza, estendere il conflitto e impedire il processo di riconciliazione”.

Si tratta dell’ultima di una serie di mosse di Washington per fare pressione sui politici del paese affinché formino un governo di unità nazionale dopo un conflitto, ancora latente, durato cinque anni e concluso nel settembre 2018 con un fragile accordo di pace.

All’annuncio delle sanzioni, mercoledì, il portavoce presidenziale Ateny Wek Ateny, ha dichiarato all’agenzia Reuters che la mossa statunitense peggiorerà la situazione nel paese e che Taban “è molto utile nell’attuazione della pace e … dovrebbe essere incoraggiato”.

Il mese scorso, gli Stati Uniti hanno inserito nella lista nera due ministri e imposto sanzioni a cinque funzionari che ritengono responsabili dell’omicidio dei due attivisti per i diritti umani nel 2017. (Reuters)