Sudan / Sud Sudan

Sanguinoso attacco ieri nella zona petrolifera di Abyei, contesa tra il Sudan e il Sud Sudan.
L’attacco, attribuito ai pastori seminomadi Missirya, al villaggio Dinka di Kolom, ha fatto numerose vittime – 19 secondo la missione di pace UNISFA (United Nations Interim Security Force in Abyei), 32 secondo Kuol Alor Kuol, capo dell’amministrazione della zona.

L’azione di ieri fa seguito ad un altro episodio simile, verificatosi lunedì, in cui sono morte 3 persone. Decine sono stati i feriti, trasportati all’ospedale di Medici Senza Frontiere di Agok, appena oltre il confine di Abyei, in Sud Sudan. Una quindicina di persone, tra cui molti bambini, sono state rapite e molti alloggi bruciati.

Gli scontri tra Missirya e Dinka Ngok, il clan originario della zona, sono purtroppo ricorrenti. La missione di pace, costituita da uomini dell’esercito etiopico, è stata imposta nella zona dopo un conflitto tra i due gruppi che, nel gennaio 2011, aveva provocato la fuga di decine di migliaia di persone, tutte Dinka Ngok.

La contesa tra i due gruppi nasce dal fatto che la regione di Abyei, abitata tradizionalmente dal clan dei Dinka Ngok, si trova sulla rotta di transumanza delle mandrie dei Missirya che la attraversano due volte all’anno per raggiungere i pascoli stagionali. Con la scoperta di ingenti giacimenti petroliferi, il conflitto è stato ulteriormente fomentato dal passato governo sudanese che ha armato i Missirya, arabizzati e vicini al regime, usandoli per scacciare i Dinka, che avevano partecipato massicciamente alla guerra di liberazione del sud. Diversi autorevoli leader del movimento di liberazione, l’SPLM, erano infatti originari di Abyei.

Secondo gli accordi di pace che hanno messo fine alla guerra civile tra il nord e il sud Sudan, e che hanno portato all’indipendenza del Sud in forza di un referendum, anche la gente di Abyei avrebbe dovuto scegliere in quale dei due stati collocarsi. Il referendum non si è mai svolto perché non si è trovato l’accordo su chi avrebbe potuto votare. Khartoum imponeva l’eleggibilità dei Missirya, che i Dinka Ngok contestavano, dal momento che non erano né originari né residenti stabilmente nella zona.

Secondo diversi osservatori, il grave episodio di ieri si colloca tra gli ormai numerosi fatti attribuibili ai sostenitori del regime del deposto presidente Omar El-Bashir, per minare il processo di consolidamento del nuovo corso nel paese. Il penultimo, l’ammutinamento di una parte delle forze di sicurezza, è della scorsa settimana.
L’attuale governo di Khartoum ha stigmatizzato l’accaduto. (Al Jazeera)