Rwanda: Ingabire, l'anti Kagame, esclusa dalle “presidenziali”
Conflitti e Terrorismo Pace e Diritti Politica e Società Rwanda
Liberata nel 2018 dopo aver trascorso 8 anni di carcere
Rwanda: Victoire Ingabire, l’avversaria di Kagame, esclusa dalle “presidenziali”
Una sentenza dell'Alta Corte di Nyamirambo le impedisce di partecipare, come candidata, al voto di luglio perché le persone detenute per più di sei mesi non ne hanno diritto. Era stata arrestata per aver «negato la realtà del genocidio»
14 Marzo 2024
Articolo di Redazione
Tempo di lettura 3 minuti

La giustizia rwandese ha respinto la richiesta di Victoire Ingabire di vedersi ripristinare i suoi diritti civili. La storica oppositrice del presidente Paul Kagame li ha persi quando è stata condannata, nel 2013, a 15 anni di carcere. Ingabire, appartenente all’etnia hutu, era finita nei guai anche per aver contestato la realizzazione del monumento ufficiale del Rwanda sul genocidio del 1994, perché non includeva alcun hutu.

Niente corsa elettorale

La sentenza dell’Alta Corte di Nyamirambo le impedisce, così, di partecipare come candidata al voto per le presidenziali del 15 luglio 2024. Infatti, in Rwanda le persone che sono state in carcere per più di sei mesi non possono candidarsi.

Una decisione impugnata, ma che non ha alcuna possibilità di essere accolta, perché non si può fare appello prima di due anni

Ingabire ha dichiarato che la sentenza del tribunale è stata politicizzata.

Su X, ex Twitter, ha scritto che «Il rifiuto della mia riabilitazione non è solo un attacco personale, ma è emblematico dei problemi più ampi che affliggono la nostra nazione, problemi che le organizzazioni per i diritti umani e i partner per lo sviluppo del Rwanda criticano da tempo».

Per poi proseguire: «La decisione di oggi è un forte promemoria degli ostacoli alla partecipazione politica e dell’urgente necessità di una riforma della governance nel nostro paese», si legge nel testo.

L’esponente del partito di opposizione Dalfa-Umurinzi, da lei stessa fondato, sottolinea che questa decisione non influisce in alcun modo sulla sua determinazione nella lotta che conduce da anni. «Sono determinata a continuare la battaglia per l’instaurazione di una vera democrazia in Rwanda e per il rispetto dei diritti umani e lo stato di diritto».

L’arresto e la condanna

È stata arrestata per la negazione del genocidio del 1994. Lei hutu si era recata, il 16 gennaio 2010, al memoriale del genocidio di Kigali, chiedendo che le sentenze colpissero anche gli autori dei crimini contro gli hutu. Questa affermazione le è valsa, appunto, l’arresto per aver negato la realtà del genocidio, una questione molto delicata in Rwanda.

Victoire Ingabire, 55 anni, era appena tornata nel suo paese dopo 16 anni di esilio nei Paesi Bassi. La condanna definitiva a 15 anni di carcere è giunta nel dicembre del 2013 dalla Corte suprema di Kigali. Le motivazioni sono state: cospirazione contro l’autorità costituita, terrorismo e negazione del genocidio del 1994.

È stata liberata nel 2018 dopo aver trascorso otto anni in carcere.

Il dinosauro

Kagame è tra i presidenti più longevi al mondo. È al potere dal 1994. Nelle elezioni del 2003, del 2010 e del 2017 ha ottenuto più del 90% dei voti. Le successive modifiche costituzionali gli consentirebbero di rimanere al potere per altri 10 anni.

Al momento c’è solo uno sfidante del presidente alle elezioni di luglio, Frank Habineza del Partito Verde. Nel 2017 ha ottenuto lo 0,45% dei voti.

Copyright © Nigrizia - Per la riproduzione integrale o parziale di questo articolo contattare previamente la redazione: redazione@nigrizia.it