Allarme Onu
Conflitti e emergenze umanitarie hanno colpito 230 milioni di minori. In Africa particolarmente grave la situazione in Sud Sudan e Repubblica Centrafricana. Le Nazioni Unite chiedono più attenzione alla comunità internazionale.

Proprio oggi, nella giornata internazionale dedicata ai diritti umani, è giusto soffermarsi su chi è più vulnerabile e perciò andrebbe maggiormente tutelato. A quanto pare non è così. Il 2014 è stato un anno devastante per i bambini. Lo stesso vale anche per milioni di persone che vivono in situazioni di conflitto o di emergenza umanitaria. L’Onu, infatti, stima che per il 2015 avrà bisogno 16,4 milioni di dollari per aiutare 57 milioni di persone. Ma, come denuncia Valerie Amos, responsabile delle Nazioni Unite per le questioni umanitarie, se si segue il trend del 2014 in cui solo il 52% degli appelli è stato accolto, il dramma potrebbe trasformarsi in tragedia.

L’Unicef informa che «ben 15 milioni di bambini sono stati coinvolti in conflitti violenti in Repubblica Centrafricana, Iraq, Sud Sudan, Stato della Palestina, Siria e Ucraina; molti sono sfollati interni o rifugiati. A livello globale, 230 milioni di bambini vivono in paesi e aree colpite da conflitti armati».

Anthony Lake, direttore generale dell’Unicef: «Il 2014 è stato è stato un anno devastante per milioni di bambini. Sono stati uccisi mentre erano nelle loro classi a studiare, mentre dormivano nei loro letti. Sono rimasti orfani, sono stati rapiti, torturati, reclutati, violentati e perfino venduti come schiavi. Mai nella storia recente così tanti bambini sono stati soggetti a brutalità così orribili». Nel 2014, sottolinea infatti l’Unicef, «decine di migliaia sono stati reclutati o utilizzati da forze o gruppi armati. Gli attacchi a scuole e a strutture sanitarie sono aumentati in molte zone».

Secondo i dati del Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia, nell’ultimo anno, solo nella Repubblica Centrafricana 2,3 milioni di bambini sono stati coinvolti da conflitti e fino a 10.000 si ritiene siano stati reclutati da gruppi armati. Di questi più di 439 sono stati uccisi o mutilati, 3 volte di più rispetto al 2013.

Nella striscia di Gaza, invece, 54.000 bambini sono rimasti senza casa in seguito ai 50 giorni di conflitto durante la scorsa estate, 538 bambini sono rimasti uccisi e più di 3.370 feriti. In Siria sono più di 7,3 milioni i minori colpiti dal conflitto e 1,7 milioni quelli rifugiati. Tornando in Africa, si stima che in Sud Sudan siano 235.000 bambini sotto i 5 anni che soffrono di malnutrizione acuta grave. In quasi 750.000 sono sfollati e più di 320.000 vivono come rifugiati.

Di fronte a questa situazione va rimarcato che le emergenze umanitarie non ottengono i finanziamenti che richiedono. L’Onu, nel 2013, aveva chiesto alla comunità internazionale un contributo di 12,9 miliardi di dollari, somma rivista al rialzo fino a 17,9 miliardi nel corso di quest’anno, ma ne sono arrivati poco più della metà.

Valerie Amos ha annunciato che per il 2015 il Palazzo di Vetro avrà bisogno di almeno 16,4 miliardi di dollari. Arriveranno? Buona parte di questi soldi sono destinati alla Siria (7 miliardi), dove ci sono più rifugiati, al Sud Sudan (2,6), Iraq (1,2), Sudan (1), Somalia (862 milioni), Territori Palestinesi (735 milioni), la Repubblica democratica del Congo (692 milioni), Repubblica Centrafricana (613 milioni). In questo “conto”, dice l’Onu, non figurano i fondi necessari per affrontare l’emergenza Ebola.

Bambino di strada a Bangui, Repubblica Centrafricana. (foto Unicef)