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Il Parlamento Europeo ha approvato ieri gli Accordi di partenariato economico con sei paesi della Comunità di sviluppo dell’Africa meridionale, dopo nove anni di negoziati durante i quali l’Angola ha abbandonato il processo. La progressiva liberalizzazione dei commerci con l’Europa, ad eccezione del settore agricolo e ittico, coinvolgerà Namibia, Mozambico, Botwana, Swaziland, Lesotho e, in misura minore, il Sudafrica.

Tali accordi erano stati contestati da diverse Ong, per le possibili conseguenze del libero accesso dell’Europa ai mercati africani dei paesi più in difficoltà, che da parte loro avrebbero ben poco da esportare in Occidente. Per garantire un reale beneficio per la popolazione, afferma il relatore del Parlamento europeo a capo del processo, Alexander Graf Lambsdorff, sono state previste numerose garanzie di tutela, aventi come paradigma dominante diritti umani e sviluppo sostenibile.
Gli accordi saranno applicati dopo la ratifica da parte del Consiglio dell’Unione europea e dei parlamenti dei singoli stati; proprio quest’ultimo passaggio si è rivelato critico per altre comunità di Stati africani che stanno valutando se accettare o meno gli accordi. (Africanews / Euractiv)