Festival di Cannes
Si apre la 62ma edizione del festival del cinema di Cannes. Grande ritorno del regista maliano Souleymane Cissé sul grande schermo dopo 14 anni di assenza. L’Africa, per lo più assente dal concorso, si afferma nelle sezioni parallele del festival con numerosi artisti emergenti.

Il ritorno sul grande schermo del regista maliano Souleymane Cissé, segna ancora una volta la presenza dell’Africa nella 62ma edizione del Festival di Cannes (13 – 24 maggio). Primo africano a vincere il premio della giuria nel 1987 con Yeelen, Cissé presenta a Cannes, dopo 14 anni di assenza, il suo ultimo lungometraggio. Ambientato nella capitale del Mali, Min yé (Ce qui est), inizialmente pensato per essere una miniserie televisiva, racconta vicende di vita quotidiana, attraverso intrecci d’amore che si rifanno in parte allo stile della soap opera.

Quasi del tutto assente, l’Africa sembra tuttavia resistere a Cannes, soprattutto nelle sezioni parallele. Alla Semaine de la Critique, compare in concorso l’opera prima del regista francese di origine algerina Nassim Amaouche, Adieu Gary, del quale lui stesso ha scritto la sceneggiatura. Il film racconta la storia degli ultimi abitanti di una città operaia, dove uno dei protagonisti, che non ha mai conosciuto il padre, si convince di essere il figlio di Gary Cooper.

«Tra gli eventi da segnalare c’è anche il ritorno di una pietra miliare del cinema d’autore egiziano – dice Annamaria Gallone, critica cinematografica, scrittrice, fondatrice e direttrice artistica del Festival del cinema africano di Milano – Prodotto da Roberto Rossellini nel 1969, Al-Momia (La mummia), di Shadi Abdel Salam, sarà proiettato in una nuova versione restaurata dalla World Cinema Foundation di Martin Scorsese».

Non mancano, inoltre, in qualità di ospiti, importanti esponenti del cinema africano come il regista e storico tunisino Ferid Boughedir, membro della giuria della Cinefondation e dei cortometraggi nella competizione ufficiale. L’attore francese di origini marocchine Roschdy Zem sarà invece il Presidente della giuria per la Caméra d’Or, il premio alla migliore opera prima in competizione.

(L’intervista, realizzata da Michela Trevisan, è tratta dal programma radiofonico Focus)