Caso Bouraoui: Algeri richiama il suo ambasciatore in Francia
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L’attivista-giornalista trasferita da Tunisi a Lione dai servizi francesi
Caso Bouraoui: Algeri richiama per “consultazioni” il suo ambasciatore in Francia
09 Febbraio 2023
Articolo di Redazione
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Dopo mesi caratterizzati da intese e scambi bilaterali, l’estradizione dell’attivista e giornalista franco-algerina Amira Bouraoui, arrestata in Tunisia e poi trasferita in Francia, a Lione, rischia di incrinare nuovamente i rapporti tra Algeri e Parigi.

Amira Bouraoui era stata incarcerata in Algeria nel 2020 con diverse accuse. Rilasciata nel luglio 2020. È stata successivamente condannata a due anni di reclusione per aver “offeso” l’islam per i commenti fatti sulla sua pagina Facebook.

Aveva il divieto di lasciare il paese.

Il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune ha deciso mercoledì 8 febbraio di richiamare il suo ambasciatore in Francia «per consultazioni» proprio in seguito alla vicenda della giornalista.

Arresto e rilascio

L’attivista è stata rilasciata lunedì 6 febbraio e portata via dalla polizia tunisina prima di ottenere la protezione del consolato francese a Tunisi. Poco prima del richiamo dell’ambasciatore algerino a Parigi, il ministero degli esteri algerino aveva precisato di aver espresso, in una nota ufficiale, all’ambasciata francese «la ferma condanna da parte dell’Algeria della violazione della sovranità nazionale da parte del personale diplomatico e della sicurezza dello stato francese».

Tale personale «ha preso parte a un’operazione clandestina e illegale di esfiltrazione di un cittadino algerino la cui presenza fisica sul territorio nazionale è prescritta dalla giustizia algerina», precisa il ministero in un comunicato.

Macron in visita

Dopo rapporti gelidi tra i due paesi, dall’autunno del 2021, Parigi e Algeri avevano cominciato a riavviare rapporti diplomatici grazie anche al viaggio del presidente francese Emmanuel Macron lo scorso agosto.

I due capi di stato hanno firmato in pompa magna una dichiarazione congiunta per rilanciare la cooperazione bilaterale. A ottobre è stata la premier francese Elisabeth Borne, accompagnata da quindici ministri, a recarsi ad Algeri per concretizzare la riconciliazione tra i due paesi attraverso accordi industriali, sul turismo e culturali e la creazione di start-up.

Ora la vicenda Bouraoui ricrea un clima di tensione. L’attivista francoalgerina era  arrivata in Tunisia il 3 febbraio scorso. È stata arrestata per essere entrata nel paese in modo irregolare. Portata davanti a un giudice, la donna è stata rilasciata e le è stato riconsegnato il passaporto, ma è stata nuovamente arrestata. L’intervento dell’ambasciata di Francia in Tunisia avrebbe poi consentito ad Amira di recarsi a Lione. Secondo Algeri la rappresentanza diplomatica francese avrebbe violato la legge tunisina effettuando un’operazione di estradizione in Francia di un cittadino algerino che stava per essere deportato in Algeria perché si trovava in Tunisia in modo irregolare.

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