Egitto-Sudan: colloqui di pace. Ma inasprita la politica sui rifugiati
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Incontri di al-Sisi con Al-Burhan e Hamdok
Egitto-Sudan: colloqui di pace. Ma il Cairo inasprisce la politica sui rifugiati
Secondo il ministero degli esteri egiziano, dall’aprile 2023 più di 460mila sudanesi hanno attraversato i confini porosi tra i due stati. Revocata l’esenzione del visto a donne, a ragazzi sotto i 16 anni e agli over 50. Chi scappa si affida, così, ai trafficanti
12 Marzo 2024
Articolo di Redazione
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Da sinistra, Abdel Fattah Al-Burhan e Abdel Fattah al-Sisi

Dopo la visita, il 29 febbraio scorso al Cairo, del generale Abdel Fattah Al-Burhan, presidente del Consiglio di sovranità di transizione del Sudan, è toccato all’ex primo ministro civile sudanese Abdallah Hamdok incontrare l’8 marzo il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. Un’alternanza di incontri che stimolano due riflessioni. La prima è che il generale egiziano vuole giocare l’ennesima parte da mediatore nel conflitto sudanese, sempre più intricato anche a livello internazionale.  

Non è la prima volta che al-Sisi incontra il presidente del Consiglio di sovranità di transizione, suo protetto. È importante invece con Hamdok, portavoce del Coordinamento sudanese delle forze civili democratiche (Taqaddum). È il tentativo di mettere diplomaticamente un po’ in un angolo l’avversario di Al-Burhan, Mohamed Hamdan Dagalo, noto come Hemett, a capo delle Forze di supporto rapido (Fsr).

La crisi economica

Il secondo tema, che sicuramente è stato oggetto del confronto, riguarda i rifugiati sudanesi presenti in numero sempre più cospicuo nel paese dei faraoni. Un flusso di persone che attraversano i confini porosi tra i due stati e che mette in crisi un paese, l’Egitto, stravolto da una pesante crisi economica.

Come ci ricorda una lunga analisi che Jeune Afrique ha dedicato a questo balletto  diplomatico, gli incontri arrivano in un momento in cui le iniziative di pace stanno impantanandosi, dopo quasi un anno di devastante guerra. 

Di fronte alla portata della catastrofe umanitaria, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha chiesto, il giorno della visita di Abdallah Hamdok al Cairo –– una tregua nelle ostilità durante il Ramadan.

Allentare la presa sul confine

Ma l’urgenza ora per il Cairo sono i rifugiati. L’Egitto ne accoglie quasi un terzo di quelli fuggiti dal Sudan a causa della guerra. Secondo il ministero degli esteri egiziano, dall’aprile 2023 più di 460mila sudanesi hanno attraversato il confine. Già prima della guerra ne vivevano più di quattro milioni.

Per frenare questi arrivi biblici, le autorità egiziane avevano revocato nel giugno 2023 l’esenzione dal visto che fino ad allora godevano donne, ragazzi sotto i 16 anni e gli over 50.

Nel mese di settembre, a margine della 78  Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, il ministro degli esteri egiziano ha ricordato alla comunità internazionale il suo dovere di solidarietà. Sameh Choukry aveva in particolare sottolineato il peso di centinaia di migliaia di rifugiati sui servizi pubblici nei paesi confinanti con il Sudan.

Espulsioni di massa

Ma lungi dal sigillare un confine poroso, lungo più di 1.000 chilometri in mezzo al deserto, le restrizioni sui visti hanno spinto decine di migliaia di persone verso i trafficanti. Secondo una fonte dell’Onu citata da Jeune Afrique, «a giugno le autorità egiziane continuavano a chiudere un occhio. Poi, a partire da dicembre, è stata messa in atto una campagna di arresti ed espulsioni di profughi sudanesi entrati illegalmente, orchestrata dal ministero degli interni». 

Tra la fine di ottobre e la fine di dicembre 2023, quasi 80mila persone sono arrivate legalmente in Egitto dal Sudan. Secondo le Nazioni Unite più di 1.500 quelle rimpatriate solo a dicembre solo nel mese di dicembre.

Tre mesi dopo, queste espulsioni che sono contrarie al diritto internazionale, sembrano essere aumentate. Il 5 marzo, un video pubblicato su TikTok mostra una grande folla rimandata in Sudan al posto di frontiera di Ashkit, a nord di Wadi Halfa,

Il pericoloso viaggio da Assuan al Cairo

Per i sudanesi entrati illegalmente, l’unica certezza di sfuggire a questi respingimenti si trova a circa 800 km a nord del confine. Devono raggiungere l’ufficio più vicino del Cairo dell’Alto commissariato delle nazioni unite per i rifugiati (Unhcr) per ottenere una carta che teoricamente li proteggadalle espulsioni.

Ma i controlli della polizia sono molto serrati. E si rivela solo teorica la possibilità di arrivare nella capitale.

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