Il conflitto Marocco-Algeria avvelena il calcio - Nigrizia
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Al Campionato africano per nazioni un nuovo capitolo dello scontro tra i due paesi
Il conflitto Marocco-Algeria avvelena il calcio
Continua a far discutere la mancata partecipazione dei campioni marocchini al Campionato africano per nazioni in Algeria. E c’è chi parla, dati alla mano, di una macchinazione di Rabat per esporre negativamente Algeri agli occhi del mondo
17 Gennaio 2023
Articolo di Alex Čizmić
Tempo di lettura 6 minuti
La selezione U23 del Marocco all'aeroporto di Rabat-Salé in attesa dell'autorizzazione al decollo per Constantine, in Algeria

Il Marocco non si è presentato in Algeria per disputare il Campionato africano per nazioni (Can/Chan). È questa la notizia che ha posto la settima edizione di questo torneo al centro della cronaca mondiale e aperto un nuovo capitolo nel conflitto tra i due paesi nordafricani.

Il 27 dicembre scorso la Federcalcio marocchina (Frmf) aveva sollecitato la Confederazione calcistica africana (Caf) a intercedere con l’Algeria per ottenere l’autorizzazione a volare direttamente da Rabat a Costantina, la città a cui è stato assegnato il girone in cui è stato sorteggiato il Marocco.

Lo spazio aereo algerino, infatti, è chiuso ai velivoli marocchini dal settembre 2021 in seguito alla decisione del governo di Abdelmadjid Tebboune di rompere totalmente i rapporti diplomatici col regno di Mohammed VI.

Nonostante ciò, il comitato direttivo della Frmf si appellava alla clausola del regolamento delle competizioni continentali che vuole il paese ospitante creare le condizioni per facilitare lo spostamento delle delegazioni delle nazionali partecipanti verso la sede del torneo.

Inoltre, nel comunicato pubblicato a fine anno, la Frmf sottolineava che il Marocco non avrebbe preso parte al torneo qualora non avesse ricevuto l’autorizzazione di cui sopra.

Il 12 gennaio, a un giorno dalla cerimonia d’apertura, la Frmf pubblicava un secondo comunicato in cui esprimeva l’impossibilità di raggiungere direttamente l’Algeria per via aerea perché l’autorizzazione, per cui, secondo la Federcalcio marocchina, il 22 dicembre era stato ottenuto un accordo di principio tramite la Caf, non era arrivata.

Nel medesimo comunicato la Frmf affermava di aver già trasmesso, non è chiaro a chi, i dettagli del viaggio e le coordinate del volo sulla base di questo accordo di principio, in attesa di ottenere il via libera definitivo per il volo della Royal Air Maroc.

In realtà, stando al documento in possesso di numerosi media analizzato dal giornalista kenyano Francis Gaitho, la prima richiesta ufficiale di accesso diretto all’Algeria è stata effettuata solo il 12 gennaio, il giorno in cui la Frmf dichiarava di non aver ancora ricevuto risposta dal ministero degli esteri algerino.

La Federcalcio marocchina, sempre secondo Gaitho, non si sarebbe mai rivolta alla Caf nelle settimane precedenti come riportato nel comunicato di dicembre.

Il secondo aspetto controverso di questa vicenda è che, sebbene nella richiesta ufficiale l’aeroporto di partenza menzionato fosse quello di Rabat-Salé, l’aereo che alle 9 avrebbe dovuto trasportare la nazionale marocchina, sarebbe rimasto fermo a Casablanca per quattro ore durante quella mattinata.

Le immagini dei calciatori seduti in sala d’aspetto per svariate ore in attesa dell’autorizzazione da parte dell’Algeria sarebbe stata dunque una scena costruita ad arte.

L’intenzione era probabilmente quella di far combaciare le facce tristi dei giocatori marocchini con l’arrivo del presidente della Fifa Gianni Infantino e del suo omologo alla Caf Patrice Motsepe, atterrati nello stesso aeroporto nel primo pomeriggio per partecipare al sorteggio del Mondiale per Club che si disputerà in Marocco dal 1 all’11 febbraio prossimi.

Da Rabat erano consapevoli che l’autorizzazione non sarebbe mai arrivata, ma hanno deciso di non annunciare ufficialmente il ritiro per scaricare la responsabilità della loro assenza sull’Algeria.

Così facendo la Frmf potrà anche provare a evitare le sanzioni previste dall’articolo 80 del regolamento del Campionato africano per nazioni in caso di ritiro avvenuto a meno di venti giorni dall’inizio della competizione o durante la stessa. Vale a dire “una multa di 150mila dollari americani e l’esclusione della federazione in questione dalle successive due edizioni del torneo”.

Queste sanzioni dovrebbero scattare in automatico, a meno che il ritiro non sia avvenuto per cause di forza maggiore, così come definite dal Comitato organizzatore della Caf. Ed è questo il passaggio chiave del regolamento che sarà soggetto a interpretazione.

Dall’analisi dei fatti, dunque, sembra evidente come il governo marocchino, nella persona di Fouzi Lekjaa, che è al tempo stesso presidente della Federcalcio e responsabile del budget al ministero dell’economia, abbia scelto di utilizzare il Campionato africano per nazioni per esporre negativamente l’Algeria agli occhi del mondo.

A ulteriore riprova di ciò, va ricordato che nel corso del 2022 per le delegazioni marocchine che hanno partecipato ai Giochi del Mediterraneo e alla Coppa Araba di calcio Under 17, entrambi ospitati dall’Algeria, non era stata fatta alcuna richiesta per entrare nel paese per via diretta. In entrambi i casi le delegazioni avevano fatto scalo in un paese terzo.

Tra l’altro, la finale della Coppa Araba U17 ha visto affrontarsi proprio le nazionali di Marocco e Algeria, che a fine partita hanno dato vita a violenti scontri che hanno spinto anche parte del pubblico a entrare in campo per intervenire.

Sahara Occidentale, pomo della discordia

Questo nuovo capitolo della faida tra i due stati maghrebini non è terminato con il ritiro de facto dei bicampioni in carica dal Campionato africano per nazioni.

Nuove pagine sono state scritte nella giornata d’apertura del 13 gennaio, in particolare durante la cerimonia inaugurale alla quale è stato invitato a parlare Zwelivelile “Mandla” Mandela, nipote dell’ex presidente del Sudafrica Nelson.

Presente per celebrare la prima gara ufficiale nello stadio dedicato a suo nonno, “Mandla” ha incitato alla liberazione del Sahara Occidentale, un territorio conteso dal Marocco e dall’organizzazione del Fronte Polisario, che ha nell’Algeria il suo alleato principale (il Sudafrica non ha mai nascosto il suo sostegno alla causa sahrawi, ndr).

«In onore di Nelson Mandela, non dimentichiamo l’ultima colonia africana, il Sahara Occidentale. Lottiamo per liberare il Sahara Occidentale dall’oppressione», ha detto, provocando il boato del pubblico.

A seguire, nel corso della gara tra i padroni di casa e la Libia, gran parte dei tifosi algerini hanno rivolto dei cori razzisti nei confronti dei marocchini. “Dategli delle banane, il marocchino è un animale”, scandivano dalle tribune.

Questi episodi hanno scatenato una dura reazione di condanna da parte della Federcalcio marocchina e costretto la Caf ad aprire un’indagine che è ancora in corso. Marocco e Algeria non hanno voluto prendersi una tregua: il conflitto che vede coinvolti i due governi nordafricani continua a dividere le due popolazioni e ad avvelenare lo sport.

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