Cina / Il tradizionale viaggio in Africa

Per la trentesima volta consecutiva i vertici politici della Cina scelgono l’Africa per la prima missione ufficiale dell’anno: dal 7 al 13 gennaio il ministro degli esteri cinese, Wang Yi è impegnato in una trasferta con tappe in Egitto, Gibuti, Eritrea, Burundi e Zimbabwe.

A conferma di una tradizione che risale al 1991 quando l’allora vice premier e ministro degli esteri della Cina, Qian Qichen, visitò 4 nazioni nell’est del continente. Da allora, queste visite in Africa all’inizio dell’anno sono diventate una vera e propria consuetudine, visto che anche i successivi ministri degli esteri cinesi, Tang Jiaxuan, Li Zhaoxing, Yang Jiechi e lo stesso Wang Yi, hanno continuato a scegliere il continente come destinazione per il primo tour all’estero della stagione diplomatica. Il mantenimento di questa consuetudine per 30 anni rappresenta un unicum nella storia della diplomazia, una tradizione apprezzata da entrambe le parti.

Il portavoce del ministro, Geng Shuang, ha sottolineato che Pechino intende «dare seguito alle conclusioni dell’ultima edizione del forum di cooperazione Cina-Africa nel 2018». In quell’occasione il presidente cinese Xi Jinping annunciò l’impegno del suo paese a stanziare 60 miliardi di dollari in prestiti e investimenti in Africa.

Il primo forum si è svolto 20 anni fa. Da allora la Cina ha progressivamente rafforzato la propria presenza politica ed economica in Africa. Nel 2018 il valore degli scambi commerciali tra Cina e Africa ha raggiunto i 204,2 miliardi di dollari, con un aumento del 20% su base annua, e la Cina si è confermata il primo partner commerciale del continente africano per il decimo anno consecutivo.

Il ministro degli esteri cinese Wang Yi