Onu: Sahel crocevia di traffici d’armi - Nigrizia
Armi, Conflitti e Terrorismo Burkina Faso Ciad Mali Niger
Rapporto dell’Ufficio contro la droga il crimine
Onu: Sahel crocevia di traffici d’armi
15 Febbraio 2023
Articolo di Redazione
Tempo di lettura 2 minuti
(Rsi)

Nella regione saheliana c’è vasto traffico di armamenti che coinvolge prevalentemente Burkina Faso, Mali, Ciad e Niger. Si tratta di armi da fuoco che provengono in gran parte dal continente africano e la loro prima fonte sono gli eserciti nazionali. Gli eserciti possono perderle in combattimento oppure essere derubati o oppure ancora cederle illecitamente.

Ciò non esclude che una quota di questo traffico arrivi da più lontano. Si segnalano movimenti che con aeromobili partono dalla Francia e dalla Turchia e giungono nel Sahel via Nigeria.

È quanto emerge da un rapporto dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga il crimine che invita i governi saheliani a fare di più per combattere i traffici di armi. Va ricordato che Burkina Faso e Mali sono governati da giunte militari, in seguito a colpi di stato, e che anche il Ciad si trova nella stessa condizione dopo l’uccisione nell’aprile del 2021, in circostanze non chiarite, del presidente Idriss Déby.

Il Sahel è attraversato da oltre un decennio da gruppi armati jihadisti che ne hanno minato la stabilità, ma il rapporto esclude che questi gruppi si finanzino prioritariamente attraverso la vendita d’armi. «Tuttavia possono stabilire relazioni acquirente-venditore con le comunità locali (talora implicate in conflitti per la terra e il bestiame, ndr) e con bande criminali».

Negli ultimi mesi, armi più moderne arrivano nel Sahel partendo dalla Libia: il che prova che l’embargo sulle armi imposto al paese non è rispettato.

 

Copyright © Nigrizia - Per la riproduzione integrale o parziale di questo articolo contattare previamente la redazione: redazione@nigrizia.it