Rd Congo / Turismo

Il parco di Virunga, patrimonio dell’umanità Unesco a rischio, noto in Africa e nel mondo per i gorilla di montagna e altre meraviglie naturalistiche, ha riaperto dopo mesi di chiusura seguiti al rapimento di alcuni turisti. «Ci siamo presi il tempo necessario per essere sicuri di migliorare la sicurezza dei visitatori», ha detto il direttore, Emmanuel de Mérode, commentando la riapertura.

A maggio due turisti britannici erano stati rapiti insieme all’autista congolese nell’area orientale del parco. Mentre i turisti erano stati liberati tre giorni dopo, l’autista era stato ucciso. Il parco è teatro di scontri armati con il coinvolgimento di forze ribelli da oltre un decennio. Dal 2003 sono state uccise oltre 170 guardie forestali impegnate nella difesa delle specie protette dalle incursioni dei bracconieri e nella tutela del territorio da chi vorrebbe sfruttarne le risorse minerarie e ambientali in modo illegale.

Il sito, dal 1979 patrimonio Unesco, è stato creato nel 1925, ed è tra le prime aree protette in Africa. Il parco ospita per altro alcuni esemplari della specie in estinzione del gorilla di montagna. Dagli anni ’90 l’area è stata colpita dalle violenze e dalle ripercussioni del genocidio nel vicino Rwanda. Nella zona vivono ancora oggi migliaia di rifugiati.

E proprio domenica, Medici Senza Frontiere ha dichiarato d’aver sospeso il lavoro non essenziale nell’ospedale di Masisi, nella stessa provincia del Nord Kivu dopo che l’8 febbraio scorso uomini armati hanno rapito due dei suoi impiegati. Il giorno prima nel capoluogo, Goma, otto persone sono morte in tre sparatorie, mentre la popolazione lamenta che le autorità hanno reagito con lentezza alle violenze. (Dire / News 24)