La Rd Congo chiede un embargo sull'export di minerali dal Rwanda
Conflitti e Terrorismo Congo (Rep. dem.) Economia Rwanda
Kinshasa torna a denunciare il saccheggio delle sue risorse da parte di Kigali
La Rd Congo chiede un embargo sulle esportazioni di minerali dal Rwanda
16 Maggio 2024
Articolo di Redazione
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Coltan

Il governo della Repubblica democratica del Congo torna a fare pressione per un intervento della comunità internazionale nei confronti del Rwanda, accusato di saccheggiare le risorse minerarie congolesi per mezzo della milizia M23, attiva nella provincia orientale del Nord Kivu.

Lo fa con un appello della ministra delle Miniere, Antoinette N’Samba Kalambayi, che lo scorso 8 maggio ha chiesto un embargo globale sulle esportazioni di minerali dal Rwanda.

“Tutti i prodotti minerari del Rwanda dovrebbero essere considerati ‘minerali di sangue’ perché la loro vendita alimenta il conflitto nella parte orientale della Rd Congo”, si legge nel comunicato.

“Tutte le parti interessate, compresi i consumatori finali dei prodotti minerari devono impegnarsi a rispettare una catena di approvvigionamento responsabile e deve essere imposto un embargo contro il Rwanda”.

“Questa opzione – prosegue l’appello – ha il vantaggio di frenare il finanziamento dei conflitti attraverso i minerali, ripristinare la fiducia delle parti interessate, proteggere i legittimi interessi economici dello Stato e mitigare le violazioni dei diritti umani da parte di gruppi armati ed eserciti stranieri”.

Alle accuse lanciate nei suoi confronti da Kinshasa e dalle Nazioni Unite, Kigali ha sempre risposto negando un suo coinvolgimento nelle attività dell’M23, protagonista di un’avanzata militare in territorio congolese che ha portato la milizia all’occupazione, all’inizio di maggio, delle più grandi miniere di tantalio del paese.

Ad avvalorare le accuse anche un rapporto pubblicato nel luglio 2022 dall’organizzazione Global Witness nel quale si denunciava che il 90% del coltan, dello stagno e del tungsteno esportati dal Rwanda provenivano dalla Rd Congo.

Più di recente dati elaborati dall’agenzia Ecofin hanno certificato che il Rwanda, seppur praticamente sprovvisto di miniere di coltan, nel 2023 – e per la quinta volta dal 2024 – è risultato esportare più quantitativi di questo minerale, essenziale nell’industria elettronica, della Rd Congo: 2.070 tonnellate, contro le 1.918 tonnellate attribuite a Kinshasa.

L’appello della ministra delle Miniere congolese fa seguito a una serie di interventi di pressione del governo nei confronti di ‘agenti esterni’ direttamente o indirettamente coinvolti mercato dei minerali. Tra questi il colosso Apple, accusato di impiegare minerali che si ritiene siano contrabbandati dal Congo.

Sotto accusa anche l’Unione Europea per un protocollo d’intesa di cooperazione sulle materie prime ‘critiche’ firmato con il Rwanda, nell’ambito della strategia europea di investimenti Global Gateway.

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