Il presidente Félix Tshisekedi (Credito: African Business)

Il destini del nuovo governo di Félix Tshisekedi sono legati anche a ciò che riuscirà a fare nell’est della Repubblica democratica del Congo, area instabile e crogiolo di decine di gruppi armati.

Dal 6 di maggio è in vigore lo stato d’assedio del Nord Kivu e nell’Ituri, le province che con il Sud Kivu formano la regione del nordest. E ora Tshisekedi ha comunicato che ad affiancare l’esercito nel contrasto delle azioni delle Forze democratiche alleate (Adf), gruppo armato presente nell’area da una trentina d’anni, ci saranno uomini delle forze speciali degli Stati Uniti. Saranno attivi in particolare nelle aree dei parchi nazionali di Virunga e Garamba. Il presidente ha specificato che il loro compito inizia oggi, 16 agosto, e durerà parecchie settimane.

L’intento dell’operazione è di dare un segnale ai responsabili politici dell’area e alle popolazioni che devono confrontarsi ogni giorno con l’instabilità. Finora lo stato d’assedio – che ha messo in stand by i governatori e i parlamenti di Nord Kivu ed Ituri, e affidato il potere a uomini delle forze armate – non ha dato grandi risultati e ci si chiede quando arriveranno. Intanto, di proroga in proroga, lo stato d’assedio dura da oltre 100 giorni.

Le Adf, che lo scorso marzo gli Stati Uniti hanno collocato nella lista delle organizzazioni terroriste affiliate al gruppo Stato islamico, erano in origine ribelli ugandesi in lotta con il presidente Yoweri Museveni. Poi si sono riciclati, assumendo diverse connotazioni e ricavando risorse dal controllo di segmenti di territorio. Si tratta comunque di un gruppo efficiente e ben organizzato: dal 2013 a oggi è accusato di aver ucciso oltre 6mila civili. Il tutto con la presenza dell’esercito congolese e della missione Onu Monusco che è sul terreno da oltre 20 anni.

Chiaro che lo stato d’assedio non può continuare per altri mesi. Nella nuova maggioranza parlamentare – denominata Union sacrée de la nation, che si è formata dopo che nel novembre 2020 Tshisekedi ha posto fine all’alleanza con Joseph Kabila che, a suo dire, gli impediva di fare le riforme – non mancano voci dissonanti, che s’interrogano sull’efficacia dello stato d’assedio e della strategia del presidente. Le Forze speciali americane riusciranno a ricompattare l’Union sacrée? (R.Z.)

 

 

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