Stavolta arriva una notizia non drammatica dal report del Sipri (Istituto internazionale di ricerche sulla pace di Stoccolma): il volume delle consegne di sistemi d’arma tra paesi non è aumentato tra il 2011-15 e il 2016-20. Anzi, è calato dello 0,5%. Ed è la prima volta che accade dal 2001-2005. Certo, i trasferimenti rimangono sempre alti e vicini al livello top dalla fine della Guerra fredda. Tuttavia, potrebbe rappresentare un primo segnale di controtendenza.

 

Principali esportatori

Dai dati diffusi emerge una lista di 65 paesi grandi esportatori di armi, con i primi 5 posti della classifica occupati da Stati Uniti, Russia, Francia, Germania e Cina. I 5 big da soli assorbono il 76% di tutte le esportazioni di armi.

La Francia è quella che ha registrato il maggior incremento (+44%) nel quinquennio preso in considerazione, seguita dalla Germania (+21%) e dagli Stati Uniti (+15%). In calo gli export di Cina e Russia. Mosca ha aumentato sostanzialmente i suoi trasferimenti di armi verso la Cina, l’Algeria e l’Egitto, ma questo incremento non ha compensato il grande calo delle sue esportazioni verso l’India.

L’Italia nell’ultimo quinquennio è scesa al decimo posto superata da Israele e Corea del Sud. La quota di Roma sul mercato mondiale è calata del 22% rispetto al quinquennio 2011-2015: dal 2,8 al 2,2%. I paesi a cui esportiamo di più sono Turchia (18%), Egitto (17%) e Pakistan (7,2%). Tre paesi con una situazione interna di tensione (o di vero conflitto) e dove i principali diritti umani spesso non sono tutelati. Tutte condizioni che avrebbero dovuto impedire alle nostre aziende belliche, in base alla legge 185 del 1990, di vendere sistemi d’arma a quelle nazioni.

Maggiori importatori

Tra il 2011-15 e il 2016-20 ci sono stati aumenti nei trasferimenti di armi verso il Medioriente (25%) e verso l’Europa (12%), mentre ci sono state diminuzioni verso l’Africa (-13%), le Americhe (-43%), Asia e Oceania (-8,3%).

Arabia Saudita, India ed Egitto sono i maggiori importatori, con l’Egitto che ha registrato un balzo dell’import di armi del 136% rispetto al quinquennio precedente. Ora importa il 5,8%, mentre nello scorso quinquennio la quota era del 2,4%. Per quanto riguarda Riyad, da sola ha rappresentato il 24% delle esportazioni totali di armi statunitensi.

Africa

Nell’ultimo quinquennio, le importazioni da parte degli stati africani sono calate del 13%. Escluso l’Egitto, che Sipri colloca nell’area mediorientale, i 3 maggiori importatori africani sono stati l’Algeria (4,3% delle importazioni globali), il Marocco (0,9%) e l’Angola (0,5%).

Algeria e Marocco, prese insieme, hanno rappresentato il 70% delle importazioni totali africane di armi.

Per Algeri la crescita è stata del 64% rispetto al quinquennio precedente, collocando il paese al sesto posto tra le principali nazioni importatrici. La Russia è rimasta il suo più grande fornitore, vendendole 16 aerei da combattimento, 42 elicotteri da combattimento e 2 sottomarini. Altre consegne degne di nota sono le 4 fregate consegnate per metà da Berlino e per l’altra metà da Pechino.

Le importazioni di armi da parte del Marocco sono invece diminuite del 60%. Gli Stati Uniti hanno fornito il 90% delle sue importazioni. Alla fine del 2020, diverse grandi consegne di armi a Rabat da parte di Washington sono rimaste in sospeso, tra cui 24 aerei da combattimento e 24 elicotteri. Ciò significa che le importazioni marocchine aumenteranno probabilmente in modo significativo nei prossimi 5 anni, se questi ordini saranno eseguiti, come previsto.

Africa subsahariana

Nel 2016-20 l’Africa subsahariana ha rappresentato il 26% del totale delle importazioni di armi africane, rispetto al 41% del 2011-15.

Il conflitto armato nel Sahel ha coinciso con un aumento delle importazioni da parte del Burkina Faso (83%) e Mali (669%), entrambi membri della Forza congiunta del Gruppo dei Cinque per il Sahel. Le consegne al Burkina Faso e al Mali hanno compreso un totale di 322 veicoli blindati, 9 elicotteri da combattimento e diversi aerei da combattimento leggeri. Alcuni di questi trasferimenti sono stati finanziati dall’Unione europea o sono stati consegnati come aiuti militari da Francia, Qatar o Emirati Arabi Uniti.

Secondo il Sipri, diverse grandi potenze stanno usando le forniture di armi come strumento di politica estera per aumentare la loro influenza nell’Africa subsahariana.

La Russia rimane il più grande esportatore nella regione. Le sue consegne di armi a 12 stati hanno rappresentato il 30% delle importazioni totali di armi subsahariane, rispetto al 25% nel periodo 2011-15.

Pechino ha invece venduto armi a 21 paesi subsahariani. Export che rappresenta il 20% delle importazioni da stati dell’area, rispetto al 24% nel 2011-15.

Il terzo paese esportatore è la Francia, con la vendita a 20 paesi per una percentuale del 9,5% rispetto alle complessive importazioni subsahariane. Nel quinquennio precedente Parigi si era fermata al 2,9%.

Nonostante il suo coinvolgimento militare nella subregione, gli Stati Uniti sono stati solo il quarto più grande esportatore di armi verso la regione, fornendo armi a 17 stati per il 5,4% delle importazioni complessive.

Copyright 2021 © Nigrizia - Tutti i diritti sono riservati