Armi, Conflitti e Terrorismo Pace e Diritti Sud Sudan
Il movimento del vicepresidente Machar denuncia attacchi delle forze governative contro sue postazioni
Sud Sudan: il Splm-io abbandona l’organo di monitoraggio del cessate il fuoco
23 Marzo 2022
Articolo di Redazione
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Soldati del Spla-io

Venti di guerra tornano a soffiare sul Sud Sudan, dove aumenta la tensione tra il presidente Salva Kiir e il primo vicepresidente Rieck Machar, protagonisti di un conflitto durato oltre cinque anni e concluso nel 2018 con la firma di un accordo di pace mai come oggi in pericolo.

Ieri il Movimento/esercito di liberazione del popolo sudanese-all’opposizione (Splm/a-io) di Machar, ha annunciato il proprio ritiro dal meccanismo di monitoraggio del cessate il fuoco (Ctsamm), organismo che sovrintende il mantenimento del fragile accordo di pace.

Nell’annunciare il ritiro, il movimento ha denunciato continui attacchi armati “non provocati” alle sue basi negli stati dell’Unity e dell’Upper Nile, da parte delle forze governative, le Forze popolari di difesa del Sud Sudan (South Sudan People’s Defence Forces – Sspdf), che fanno capo al presidente Kiir.

“Non vediamo alcun motivo nel partecipare a riunioni non produttive in cui le questioni vengono sollevate ma non risolte”, ha affermato in una nota il Splm/a-io. “Le nostre aree sono sotto attacco dal parte del nostro partner per la pace senza che vi sia un intervento da parte di coloro che sono incaricati di segnalare i responsabili di tali violazioni”, ha denunciato, aggiungendo che l’ultimo assalto è avvenuto lunedì 21 marzo nel nord-est del paese.

Lo stesso giorno il Ctsamm aveva dovuto posticipare la riunione del suo comitato tecnico dopo che i rappresentanti dell’opposizione armata si erano ritirati in seguito ai presunti attacchi.

Poco dopo, un’intervento sul Sudan Tribune, il portavoce del Splm/a-io, colonnello Lam Paul Gabriel, aveva avvertito che il paese può ripiombare in una guerra civile se i «partner di pace» continueranno a impegnarsi in attività ostili. «Il 20 marzo verso le 8:30, le Sspdf hanno lanciato un aggressivo attacco simultaneo contro le posizioni del Spla-io a Jekou, Lolyang, Wang Kuarbiy e Kwerkeam, in violazione dell’accordo di cessazione delle ostilità firmato il 21 dicembre 2017», ha detto Gabriel. Nei combattimenti avvenuti tra il 20 e il 21 marzo, sono morti 17 soldati di entrambi i fronti, tra cui anche il generale Gatluak Bieh Tutdel, meglio conosciuto come “diesel”, alto comandante del Spla-io, ucciso a Jekou, nella contea di Maiwut.

«Queste continue aggressioni intenzionali contro l’Spla-io non mostrano solo mancanza di volontà politica, ma anche l’intenzione di riportare il paese a una guerra su vasta scala», ha aggiunto Gabriel.

In un’altro stato, quello di Equatoria Occidentale, nella contea di Tambura, controllata dal Spla-io, entrambi gli schieramenti si sono resi responsabili di attacchi contro i civili che hanno fatto centinaia di morti lo scorso anno. E la prospettiva di un esercito unificato, tappa fondamentale del percorso di pace, appare una meta sempre più irraggiungibile. Intanto, almeno due terzi della popolazione è a rischio fame.

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