Africa occidentale

E’ un vero e proprio bollettino di guerra quello che arriva anche oggi dall’Africa saheliana occidentale e che riguarda azioni terrirostiche.
Nell’ovest del Niger, vicino al confine con il Mali, sospetti jihadisti hanno attaccato ieri una postazione dell’esercito a Chinagodrar, uccidendo 89 soldati e ferendone altri sei. Fonti governative riportano l’uccisione di 63 aggressori.

L’attacco è parte della campagna di gruppi islamisti collegati ad al-Qaeda e allo Stato islamico per costringere l’esercito nigerino a retrocedere dalla frontiera occidentale. Lo scorso anno gli attacchi sono quadruplicati in Niger, uccidendo quasi 400 persone, secondo i dati dell’Armed Conflict Location & Event Data Project.

Sempre ieri oltreconfine, nella regione di Kidal, nel nord del Mali, 20 militari – tra cui 18 peacekeeper ciadiani – sono stati feriti in un attacco missilistico contro una base militare delle forze statunitensi, francesi e maliane nella città di Tessalit. Sei membri della missione delle Nazioni Unite MINUSMA sono feriti gravemente.

La Provincia dello Stato Islamico dell’Africa occidentale (ISWAP) ha invece rivendicato l’attacco compiuto martedì sera nello stato di Borno, nel nordest della Nigeria, nel quale sono stati uccisi 20 soldati e almeno 3 civili, e circa 750 abitazioni sono state distrutte, provocando un migliaio di sfollati. I terroristi sono entrati a Monguno fingendosi un convoglio di soldati e hanno attaccato le truppe all’interno della città. Al termine degli scontri si sono ritirati portando con loro veicoli, armi e munizioni dell’esercito. (Aggiornato il 13 gennaio)