Politica e Società Zambia
Due morti in scontri tra sostenitori del partito di governo e di opposizione
Zambia: violenze in vista del voto, Lungu schiera l’esercito
02 Agosto 2021
Articolo di Redazione
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Il 1 agosto il presidente Edgar Lungu ha ordinato il dispiegamento dei militari per sedare la violenza scoppiata negli ultimi giorni tra sostenitori dei due principali partiti, in vista delle elezioni del 12 agosto.

L’intervento dell’esercito si è reso necessario in seguito a ripetuti scontri tra sostenitori del Fronte patriottico (Patriottic Front – Pf, al governo) e del Partito unito per lo sviluppo nazionale (United Party for National Development – Upnd, principale forza di opposizione), nella capitale Lusaka, nelle province settentrionali, meridionali e in quella di Muchinga, nel nord-est, dove i sostenitori dei due schieramenti si sono affrontati armati di machete, asce e altri oggetti contundenti.

Le violenze hanno provocato almeno due morti tra le fila del Pf, il 30 luglio nella capitale, omicidi per i quali sono stati arrestati quattro attivisti dell’Upnd, tra cui una donna.

In un recente rapporto Amnesty International denuncia che il governo della nazione sudafricana è diventato sempre più intollerante al dissenso da quando Lungu ha sostituito Michael Sata dopo la sua morte, nel 2014. 

Le tensioni politiche in Zambia, considerata una delle democrazie più stabili e funzionali d’Africa, sono aumentate ulteriormente dopo la contestata rielezione di Lungu nell’agosto 2016 e la sconfitta per un pugno di voti del suo oppositore, l’economista e uomo d’affari Hakainde Hichilema, leader dell’Upnd.

Tensioni esacerbate dalla difficile situazione economico-finanziaria del paese, alle prese con un debito che è più che raddoppiato negli ultimi 5 anni, passando dai 4,8 miliardi di dollari del 2014 agli 11,2 miliardi del 2019. Con conseguente crescita dell’inflazione.

Alla pesante crisi finanziaria che inevitabilmente si riverbera sullo stato sociale e sulla popolazione, si è aggiunta l’emergenza Covid, per fronteggiare la quale il governo ha imposto il divieto dei raduni. Una decisione che è stata letta dall’opposizione come una manovra per censurare la campagna elettorale dell’Upnd, visto che il Pf ha invece potuto utilizzare radio e tv di stato per promuovere il proprio candidato.

Lungu, 59 anni, presidente del Pf, cerca un secondo mandato di cinque anni dopo il via libera concesso dalla Corte costituzionale che nel dicembre 2018 aveva respinto la richiesta di non eleggibilità avanzata dall’Upnd. Affronterà 15 contendenti, tra cui l’oppositore storico, il 59enne Hichilema che ci riprova per la quinta volta. (M.T.)

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