Niger, la mediazione algerina e i ricorsi di Bazoum - Nigrizia
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Algeri ha proposto un periodo di transizione di 6 mesi
Niger, la mediazione algerina e i ricorsi di Bazoum
03 Ottobre 2023
Articolo di Redazione
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La notizia era rilevante nell’area del Sahel golpista.

Il regime militare nigerino ha dichiarato di aver accettato la mediazione algerina, che ha proposto ai soldati che hanno preso il potere nel paese dell’Africa occidentale «un piano di transizione di sei mesi». La conferma è arrivata il 2 ottobre dal ministero degli affari esteri algerino.

Il presidente, Abdelmadjid Tebboune, ha incaricato il capo della diplomazia, Ahmed Attaf, «di recarsi a Niamey al più presto possibile per avviare le discussioni (…) con tutte le parti interessate», secondo la stessa fonte.

Algeri aveva proposto, a fine agosto, una soluzione politica alla grave crisi del paese saheliano prevedendo un massimo di sei mesi per il ripristino dell’ordine costituzionale, con la partecipazione e l’approvazione di tutti i partiti del Niger senza esclusione. Il tutto sotto la supervisione di una «autorità civile guidata da una personalità accettata da tutti gli schieramenti in gioco.

Una proposta di soluzione politica che aprirebbe la strada per la realizzazione delle condizioni che dovrebbero consentire di superare pacificamente la crisi.

La precisazione

Il tutto pareva accettato anche dai militari nigerini. Solo che a tarda serata di ieri è arrivata una precisazione da parte del governo golpista.

Secondo un comunicato del ministero degli esteri, Niamey riconosce di aver «espresso la disponibilità delle autorità nigerine a esaminare l’offerta di mediazione dell’Algeria». Ma ricorda che «la durata della transizione» sarà determinata dalle conclusioni di un “forum nazionale inclusivo”.

Il periodo di 6 mesi non era esplicitato chiaramente nel documento algerino di ieri.

Il 19 agosto, il nuovo uomo forte del Niger, il generale Abdourahamane Tchiani, aveva dichiarato di volere una transizione di tre anni al massimo.

E sabato sera, in un’intervista alla televisione nazionale, ha affermato che il regime «non ha il diritto di restare cinque anni al potere».

Le azioni legali di Bazoum

Il Niger è governato da più di due mesi da un regime militare salito al potere dopo un colpo di stato che ha rovesciato il presidente eletto Mohamed Bazoum.

Detenuto dal giorno del golpe, il 26 luglio, i suoi avvocati hanno dichiarato che il loro assistito «citerà i leader del colpo di stato» in tribunale in Niger come parte della sua lotta per riconquistare il suo incarico.

La denuncia è rivolta al nuovo leader, il generale Abdourahamane Tchiani, e a tutti gli altri militari.

I suoi legali hanno pure ribadito che si stanno pure appellando a due organi del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, tra cui il gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria.

 

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