Elezioni legislative in Repubblica Centrafricana (francophonie.org)

Quasi due milioni di centrafricani sono stati chiamati alle urne il 14 marzo scorso per votare i loro rappresentanti all’Assemblea nazionale. 118 le circoscrizioni coinvolte, di cui 49 per il secondo turno delle legislative e 69 per le elezioni parziali, poiché il primo turno dello scrutinio era stato o annullato (in 13 circoscrizioni) o impedito dalla ribellione della Coalizione dei patrioti per il cambiamento (Cpc) che, guidata dall’ex presidente François Bozizé, estromesso dalla corsa alla presidenza, aveva messo a ferro e fuoco il paese per chiedere il rinvio delle elezioni presidenziali e legislative, fissate per il 27 dicembre scorso.

Nonostante il primo turno avesse permesso la rielezione di Faustin Archange Touadéra alla più alta carica dello stato per un secondo mandato e di 22 deputati all’Assemblea nazionale, pur in una situazione securitaria caotica, in cui soltanto un terzo degli aventi diritto aveva potuto recarsi alle urne, 56 circoscrizioni su 140 non avevano potuto votare, soprattutto nelle zone del nord-ovest e nel centro del paese, occupate dai gruppi armati.

Dopo oltre due mesi di intensi combattimenti tra i gruppi armati ribelli da una parte e le forze governative (Faca) e gli alleati russi e rwandesi dall’altra, gran parte delle principali città occupate, quali Bangassou, Bambari, Boda, Boali, Bouar e soprattutto l’asse strategico di collegamento col Cameroun Bangui-Garoua Boulaï, sono state liberate.

Ecco perché, come rivela a Nigrizia una fonte locale, contrariamente al primo turno dello scorso dicembre, questo secondo scrutinio si è svolto senza incidenti di sicurezza di rilievo. Già a metà giornata Théophile Momokoama, portavoce dell’Autorità nazionale delle elezioni (Ane) aveva indicato che il 94% dei seggi elettorali aveva potuto aprire i battenti e gli elettori compiere il loro diritto civico, in maniera più consistente però nelle zone interne del paese, nelle città che non avevano potuto votare al primo turno, come Bouar, Bambari e Bossangoa, nel centro-ovest del paese. A Bangui, invece, soltanto tra il 30 e il 40% degli elettori si sono recati alle urne.

Nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Bangui il 15 marzo scorso, Mathias Barthélemy Morouba, presidente dell’Ane, ha confermato che su 118 circoscrizioni elettorali su tutto il territorio nazionale, 112 erano pienamente operative nel corso di tutta la giornata del 14 marzo.

«Tuttavia – afferma Evariste Biguinindji, prefetto della Haute-Kotto – in certe località del nord-est del paese i seggi elettorali sono stati aperti, ma gli elettori non hanno potuto recarvisi a causa di minacce da parte dei gruppi armati». «Anche nelle sottoprefetture di Gadzi, Bakouma e Batangafo – incalza il portavoce dell’Ane – i seggi non sono stati aperti per ragioni di sicurezza». Caotico il voto anche a Niakari, a 17 km da Bangassou, nel sud-est del paese.

Arc-en-ciel, la più vasta rete di osservazione della società civile, pur stilando un primo bilancio piuttosto positivo delle operazioni di scrutinio, sottolinea un 6% di irregolarità, tra cui tentativi di frode, ingerenza, intimidazioni e corruzione.

A Nola 3 – spiega Gervais Lakosso, leader del Gruppo di lavoro della società civile sulla crisi centrafricana (Gtsc), anche lui osservatore delle elezioni in alcune circoscrizioni di Bangui e Bimbo – le votazioni non hanno avuto luogo a causa delle proteste della popolazione di fronte ad un candidato in lizza, la cui candidatura era stata invalidata dalla Corte Costituzionale.

C’è anche da dire che l’Ane, a causa del coprifuoco in vigore dalle ore 20 alle 5 di mattina su tutto il territorio nazionale, aveva ottenuto, per il periodo compreso tra il 13 e il 24 marzo, una deroga dalla presidenza della Repubblica per operatori e partenaires, per agevolare tutte le operazioni di voto.

«Abbiamo compiuto un grande sforzo per portare a termine questo arduo processo elettorale che, secondo la Costituzione, deve portare al rinnovo dell’Assemblea nazionale prima del 3 maggio», dice con soddisfazione lo stesso Momokoama. Non resta che attendere ora la proclamazione definitiva dei risultati delle elezioni legislative da parte dell’Ane e poi della Corte costituzionale.

Steve Rolf Domia Leu Bohoula, giornalista di Radio Ndeke Luka, ha raccolto per Nigrizia alcune voci degli elettori e del portavoce dell’Ane (in lingua francese).

 

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