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Rapporto sullo stato della sicurezza alimentare e dell’alimentazione
L’Africa sempre più affamata
15 Dicembre 2021
Articolo di Redazione
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Mancanza di cibo e denutrizione sono in costante aumento in Africa negli ultimi tre anni. Nel 2020, nel pieno della crisi pandemica del Covid-19, nel continente ne soffrivano circa 281,6 milioni di persone, un terzo della popolazione. Con un aumento di 89,1 milioni rispetto al 2014 e di ben 46.3 milioni rispetto al 2019.

Sono i dati, drammatici, fotografati dall’ultimo rapporto digitale sullo stato della sicurezza alimentare e dell’alimentazione in Africa, presentato il 14 dicembre dalla Commissione dell’Unione africana (Auc), dalla Commissione economica per l’Africa delle Nazioni Unite (Eca) e dall’Organizzazione Onu per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao). Dati e numeri che raddoppiano quelli, già allarmanti, contenuti in un rapporto della stessa Fao e del Programma alimentare mondiale (Pam) pubblicato solo lo scorso ottobre.

Nella prefazione di quest’ultimo rapporto, le tre organizzazioni sono tornate ad esortare i paesi africani ad ascoltare il loro appello per una trasformazione dei sistemi agroalimentari e ad “impegnarsi e sfruttare i risultati del vertice sui sistemi alimentari delle Nazioni Unite, del vertice sulla nutrizione per la crescita e della conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Cop26) del 2021”.

Essenziali per “concordare compromessi e identificare e implementare soluzioni sostenibili che trasformino i sistemi agroalimentari”, ribadiscono, sono “una visione comune, una forte leadership politica e un’efficace collaborazione intersettoriale, che includa il settore privato”. Ma anche l’implementazione di misure a breve termine (assistenza umanitaria ed efficaci misure di protezione sociale) e a lungo termine, con investimenti nell’agricoltura e nei settori correlati, nonché nei servizi idrici, sanitari e educativi.

La fame intanto, continua ad aumentare, a causa di vecchi e nuovi conflitti, effetti dei cambiamenti climatici e crisi economiche, con un peggioramento più consistente a partire dal 2013, e un ulteriore picco registrato tra il 2019 e il 2020.

Una carenza di cibo e acqua che colpisce in modi diversi le varie aree del continente, fa notare il rapporto. Il 2,4% delle persone denutrite è in Africa meridionale (qui il paese più colpito è il Madagascar), il 6,2% in Nordafrica, il 20% in Africa centrale, il 27% in Africa occidentale e circa il 44% in Africa orientale.

In questa regione, Kenya, Etiopia, Sud Sudan e Somalia stanno sperimentando gli effetti di una siccità senza precedenti, unita a periodiche invasioni di locuste. In Sud Sudan due terzi della popolazione è a rischio fame, ma preoccupare è in particolare la Somalia dove, secondo l’organizzazione umanitaria Oxfam, in alcune aree si sta vivendo la peggiore siccità degli ultimi 40 anni.

Una crisi che ha spinto le autorità somale a dichiarare lo “stato di emergenza umanitaria nazionale” e che ha fatto registrare nei giorni scorsi le prime sei morti per fame e sete – per lo più bambini – nella regione centro-settentrionale di Mudug. E la situazione continua a peggiorare.

Attualmente, fa sapere Oxfam, quasi il 90% della popolazione (7,7 milioni di persone) ha urgente bisogno di assistenza, con 3 milioni e mezzo di persone che soffrono di insicurezza alimentare acuta. Un aumento del 30% dall’inizio del 2021. “La maggior parte delle fonti d’acqua naturali si sono prosciugate”, denuncia ancora l’ong, e il prezzo dell’acqua potabile è aumentato di oltre il 170% in alcune regioni. (MT)

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